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Come allattare al seno in sicurezza: le linee guida dell’Oms

Per la letteratura scientifica è il modo migliore per nutrire un neonato, ma l’allattamento al seno non è sempre così facile e intuitivo. Ecco le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e del ministero della Salute per farlo nel modo giusto.
Maria Teresa Gasbarrone 23 Gennaio 2023
* ultima modifica il 24/01/2023

I benefici dell'allattamento al seno per la salute del bambino e per il rapporto madre-figlio sono stati scientificamente dimostrati ormai da tempo. La stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lo definisce "uno dei modi più efficaci per garantire la salute e la sopravvivenza dei bambini". Per questo motivo l'Oms raccomanda l'allattamento in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita e come alimento complementare durante la fase dello svezzamento, "fino ai due anni di vita ed oltre, e comunque finché mamma e bambino lo desiderino".

Tuttavia, mentre il bambino sa come fare per competenza innata, "per la madre – specifica il ministero della Salute – si tratta di una competenza acquisita per cultura, attraverso l'osservazione di altre donne che allattano". Ecco perché può accadere che una donna abbia delle difficoltà iniziali che possano scoraggiare i genitori dal proseguire sulla strada dell'allattamento naturale e ricorrere al latte artificiale. Prima di arrivare a questa decisione però ci sono alcune figure professionali, come i consulenti familiari, le ostetriche e i pediatri di famiglia, a cui ci si può rivolgere per avere consigli su come fare quando ci sono delle difficoltà.

Come allattare al seno

È chiaro che quando possibile l'allattamento  è consigliato e raccomandato. Per farlo nel modo corretto ci sono diversi accorgimenti che i neo-genitori possono seguire fin dalla prima poppata.

  • Il contatto a pelle: questo consiglio vale fin dalla prima poppata. Tenere vicino a sé il proprio bambino gli permette infatti di calmarsi, regolarizzare il respiro e mantenersi al caldo. Se hai l'impressione che il latte sia poco, non ti preoccupare: quello che il bambino ingerisce alla prima poppata si chiama colostro, è "un latte prezioso per il neonato perché – spiega il sito della Regione Lazio è ricco di carboidrati, proteine e anticorpi, ed è molto facile da digerire. Il colostro è scarso in quantità ma è ad alto contenuto nutrizionale"
  • Allattamento a richiesta: il ministero delle Salute consiglia alle neo-mamme di assecondare la fame del piccolo senza seguire orari rigidi. Se questo capita spesso è più che normale: in media nei primi mesi i bambini poppano 8-14 volte al giorno
  • Sempre meglio preferire il letto al divano, togliendo tutti gli oggetti soffici e assicurandosi che il bambino non possa cadere nel caso in cui la mamma si addormenti senza rendersene conto
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  • Controllare la posizione e l'attacco al seno del bambino: è utile soprattutto per la mamma, per prevenire dolore ai capezzoli, ingorgo, mastite
  • Evitare di staccare il bambino dal seno prima che abbia finito. Non è necessario attaccarlo dieci minuti per parte (come si pensava un tempo). Non serve forzarlo: è il bimbo ad avvertire quando è sazio. È bene lasciare che il bambino poppi da un lato finché ne ha voglia: in questo modo riceverà anche la parte più grassa di latte che è proprio alla fine della poppata
  • Non serve lavare il seno ad ogni poppata: il seno presenta alcune ghiandole che provvedono a una disinfezione naturale.
  • È consigliato far dormire il neonato nella stessa stanza con i genitori: in questo modo sarà più facile gestire la poppate notturne. Il ministero della Salute consiglia di mettere il lettino a contatto con quello dei genitori, togliendo una sponda e fissandolo al lettone
  • Non far dormire il bambino nello stesso letto dei genitori: subito dopo la poppata bisogna riportare il piccolo nel suo lettino perché metterlo nello stesso letto con i genitori potrebbe aumentare il rischio di Sids (sindrome della morte improvvisa infantile).

Il ruolo degli ospedali per l'Oms

L'allattamento è un viaggio che inizia fin dai primi attimi di vita. Per questo è importante che le strutture ospedaliere siano organizzate in modo da garantire ai neogenitori il giusto ambiente e le informazioni necessarie per affrontare in serenità questo primo passo.

Oms e Unicef hanno redatto un decalogo per indicare alcuni standard che dovrebbero garantire gli ospedali

Il ruolo del contesto ospedaliero è stato riconosciuto anche dall'Oms, che già nel 1989 ha stilato in collaborazione con l'Unicef un decalogo che le strutture sanitarie devono rispettare per poter accedere alla rete degli ospedali "Amici dei Bambini".

Il primo di questi punti prevede di "definire un protocollo scritto per la promozione dell’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario" e addestrare il personale sanitario affinché possa metterlo in pratica. Gli altri punti scendono più nel dettaglio sugli standard che l'ospedale deve garantire. Alcuni di questi prevedono di:

  • Informare le mamme sui benefici dell'allettamento già prima della nascita
  • Aiutare le neo-mamme "perché comincino ad allattare al seno entro mezz’ora dal parto"
  • Mostrare come fare per allattare e come mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato
  • Praticare il rooming-in, cioè permettere alla neomamma di avere il bimbo nella propria stanza 24 ore su 24 e occuparsene fin da subito, con la garanzia del supporto del personale sanitario
  • Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta, ovvero ogni qual volta il bambino dia segni di volersi attaccare

I benefici dell'allettamento al seno

Proprio per gli effetti positivi che l'allattamento al seno hanno per mamma e neonato, l'Oms lo ritiene uno degli obiettivi prioritari di salute pubblica a livello mondiale. L'Unicef ha riferito che "la diffusione dell'allattamento potrebbe evitare ogni anno nel mondo la morte di 1,4 milioni di bambini". È consigliato perché:

  • Rafforza e consolida il legame del neonato con la mamma (bonding)
  • Fornisce al neonato un'alimentazione completa (benefici nutrizionali)
  • Protegge il neonato dalle infezioni, grazie anche al ruolo svolto dal colostro
  • Porta comprovati benefici alla salute della mamma

 Fonti | OmsMinistro della Salute, Regione Lazio

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