Come coltivare il crisantemo in vaso e in terra piena (non esagerando con l’acqua)

Il crisantemo, il fiore nazionale del Giappone, può essere coltivato sia in vaso sia in terra piena. Poche regole, per una bellissima fioritura: innaffialo solo quando il terreno è asciutto, posizionalo in pieno sole e in un luogo ventilato e assicuragli almeno tre potature durante l’estate.
Gaia Cortese 14 ottobre 2020

Il crisantemo, appartenente alla famiglia delle Asteraceae originario dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa, può essere coltivato in vaso come in terra piena.

A seconda della varietà e della specie possono variare le forme, le dimensioni e i colore del fiori, così come anche l’epoca della fioritura che corrisponde al periodo di fine ottobre e inizio novembre. Si tratta ad ogni modo di una pianta perenne a coltivazione annuale, facile da coltivare e in grado di dare grandi soddisfazioni quando fiorisce.

In ogni caso, la coltivazione del crisantemo in terra piena dà i migliori risultati perché la pianta ricava autonomamente dal terreno i nutrienti di cui necessita; diversamente, se coltivato in vaso, il crisantemo ha bisogno di un vaso grande (la pianta può svilupparsi anche per più di 50 cm) e di un concime che garantisca il giusto apporto di sali minerali nella sua fase di sviluppo.

Terreno e concime

il crisantemo si adatta a tutti i tipi di terreno, ma preferisce  un terreno con pH neutro o leggermente acido che garantisca un buon drenaggio. Se la pianta viene coltivata in vaso, assicurati che il terriccio comune sia mescolato in parti uguali con del terriccio per piante a fiore e della sabbia.

Al termine dell’estate ricordati di concimare la pianta almeno due volte a settimana con un prodotto liquido con un alto contenuto di potassio, soprattutto se stai coltivando il crisantemo in vaso.

Esposizione

Questo fiore autunnale ama stare in pieno sole, ma fiorisce proprio quando le ore di luce iniziano a dare più spazio a quelle di buio, vale a dire in pieno autunno. Gradisce poi stare in zone ventilate in modo da non rischiare la formazione di muffe e marciumi. Se il clima è particolarmente caldo e afoso, meglio una posizione in ombra, ricordandoti che per il crisantemo la temperatura ideale è tra i 15°C e i 25°C, mentre in inverno resiste bene a temperature che non scendano sotto i 4°C.

Quanta acqua?

Il crisantemo ha bisogno di molta acqua, anche ogni giorno se le precipitazioni piovose scarseggiano. Il momento migliore della giornata per innaffiare questa pianta è la mattina presto così da dare modo alle foglie e alla base della pianta di asciugarsi completamente al sole. Innaffia solo quando il terriccio è asciutto ed elimina l’acqua eventualmente rimasta nel sottovaso.

Potatura

Il crisantemo deve essere potato quando inizia a gelare: taglia quindi i rami appassiti a circa 10 cm da terra e cima i rami ancora sani per favorire la ramificazione. Considera che i rami devono essere cimati quando raggiungono una lunghezza di circa 25 cm e vanno accorciati fino a 10 cm da terra. Questa operazione va ripetuta più volte in estate in modo da mantenere la pianta compatta e favorirne l’infoltimento e l’irrobustimento. Prima dell’inverno ricordati di togliere alla base della pianta eventuali foglie cadute per evitare che si formino muffe e marciumi.

Parassiti e malattie

Se tieni il tuo crisantemo in una zona poco ventilata, rischi che sia attaccato dal mal bianco, anche conosciuto come oidio, un fungo che tipicamente attacca le piante da giardino e che si può combattere con prodotti a base di zolfo ed eventualmente eliminando le foglie maggiormente colpite dal fungo. Altra accortezza: evita di bagnare le foglie, perché potresti causare l’insorgenza della ruggine, un'altra malattia fungina. Infine, il crisantemo teme anche l'attacco di alcuni insetti fitofagi che si possono eliminare utilizzando insetticidi specifici.