Come coltivare il pungitopo, la pianta natalizia da utilizzare anche in cucina

Da non confondere con l’agrifoglio, il pungitopo è una pianta ornamentale che può essere coltivata sia in terra piena che in vaso. A causa della raccolta indiscriminata che ne viene fatta, questa specie è ora tutelata e ne è stata vietata la raccolta in diverse regioni italiane.
Gaia Cortese 29 Ottobre 2021

Asparago bastardo, pungiratto, rusco, piccasorci o spruneggio. Sono solo alcuni dei nomi con cui è conosciuto il pungitopo, una pianta arbustiva che cresce spontaneamente nel sottobosco di pinete e boschi di lecci, e che è soprattutto conosciuto per la tradizione di regalarne alcuni rametti in occasione del Natale, dal momento che è uno dei migliori modi per fare gli auguri per l’arrivo dell’anno nuovo.

A causa della raccolta indiscriminata che ne viene fatta a scopo ornamentale, ma anche per gli usi in cucina e in campo fitoterapico, questa specie è diventata sempre più rara. Per questo motivo, oggi il pungitopo è considerato una specie di interesse comunitario e, nell’elenco delle specie dell’All. E del DPR 357/97, ne è stata vietata la raccolta in diverse regioni italiane.

Come coltivare e usare il pungitopo

Significato

Il nome "pungitopo" deriva da un'antica pratica contadina. In passato, c'era infatti l'usanza di mettere una corona di fronde di pungitopo ai piedi degli alberi da frutto per impedire ai roditori di salirci.

La pianta

Il nome scientifico del pungitopo è Ruscus Aculeatus. Appartiene alla famiglia delle Asparagaceae e viene coltivato soprattutto a scopo ornamentale. Si tratta di un arbusto alto fino a 80 cm, con un fusto ramificato di color verde scuro e dalla consistenza legnosa. La pianta presenta delle foglie piuttosto piccole e caduche, mentre alcuni steli, dall’apice appuntito e pungente, vengono chiamati cladodi e, oltre a permettere il processo di fotosintesi, ospitano al loro centro i fiori della pianta.

Siccome il pungitopo è una pianta dioica, vale a dire che i fiori maschili e i fiori femminili compaiono su piante distinte; sulle piante che producono fiori femminili, quest'ultimi spuntano nel mese di ottobre: sono piccoli, di colore bianco e con il tempo si trasformano in bacche dalla forma sferica di colore rosso scarlatto, che non sono commestibili.

Non confonderlo con l’agrifoglio

Potrebbe essere facile confondere il pungitopo con l'agrifoglio poiché hanno una struttura morfologica molto simile: entrambe le piante hanno un fogliame di colore verde e sono ricoperte da bacche rosse. Tuttavia, osservando attentamente gli arbusti, alcune caratteristiche specifiche permettono di fare una distinzione tra le due specie.

Mentre l’agrifoglio, appartenente alla famiglia delle Aquifoliacea, si sviluppa fino ai dieci metri di altezza e ha una chioma a forma piramidale, il pungitopo è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Asparagaceae, dalla forma cespugliosa che raggiunge un’altezza massima di circa 80 cm.

Coltivazione

Esposizione

Il pungitopo preferisce svilupparsi nei luoghi più ombrosi e umidi. Resiste bene al freddo, così come al caldo.

Terreno e concime

È un arbusto che si adatta a tutti i tipi di terreno, ma preferisce quelli umidi e ben drenati, con un pH neutro o poco alcalino. Per quanto riguarda la concimazione, il prodotto da somministrare in primavera, preferibilmente nel mese di aprile, deve essere un concime liquido diluito nell’acqua delle innaffiature o in alternativa del concime granulare a lento rilascio, che sia ricco di azoto, potassio e fosforo.

Innaffiature

Se hai deciso di coltivare il tuo pungitopo in vaso, provvedi a innaffiare la terra spesso e in modo regolare, soprattutto in estate; se, diversamente, stai coltivando la pianta in terra piena, l'acqua delle precipitazioni sarà più che sufficiente. Fai sempre attenzione a evitare la formazione di ristagni idrici, soprattutto in vaso.

Moltiplicazione

Il pungitopo si può moltiplicare con diversi metodi a seconda del periodo dell"anno. In primavera si moltiplica per seme; in inverno per divisione dei cespi, a settembre o a marzo per talea dei germogli laterali.

La moltiplicazione per seme è una tecnica di riproduzione che richiede tempi molto lunghi, poiché i semi sono protetti da un involucro che li protegge e per questo germinano dopo mesi. La semina deve essere fatta in un terreno umido e al caldo. Trascorsi circa 4 mesi, i germogli dovrebbero essere visibili e, a questo punto, il semenzaio può essere trasferito all’aperto. solo quando i germogli saranno abbastanza robusti potranno essere messi a dimora definitivamente,

In inverno, la divisione dei cespi è la tecnica di riproduzione più semplice da fare e quindi la più praticata. La divisione dei cespi deve essere fatta con un coltello affilato e disinfettato, mentre le porzioni ottenute vanno messe a radicare in piena terra o in vaso in un terreno che sia un mix di terra da giardino misto, torba e sabbia, in parti uguali.

Malattie e parassiti

Se dovessero presentarsi delle macchie di polvere bianca sulle foglie della pianta, potrebbe significare che il tuo pungitopo è stato colpito dall’oidio, o mal bianco. Puoi intervenire con dell'aceto di mele, diluendone un cucchiaino in un litro d'acqua. Nebulizzalo poi sulle foglie della pianta in un momento della giornata non troppo calda, preferibilmente nel pomeriggio.

Usi in cucina

Nella stagione primaverile compaiono i cosiddetti turioni, vale a dire i nuovi getti del pungitopo che possono essere consumati a tavola previa cottura, o conservati sott’olio o sott’aceto, come gli asparagi. Il sapore, infatti, non si discosta tanto da quello degli asparagi, ma è solo un po' più amaro. Per attenuare questa caratteristica, di norma i turioni vengono fatti cuocere in abbondante acqua e aceto.

Questa parte della pianta è molto apprezzata e viene servita come antipasto o abbinata a piatti di carne, nelle frittate, nei risotti o con le uova. Aspetto importante è legato alla raccolta di questi turioni: deve essere fatta quando sono ancora molto teneri, tant'è che non di rado, vengono addirittura raccolti quando sono ancora sotto terra o appena spuntati.