Come coltivare in vaso la felce, una pianta di ben 400 milioni di anni fa

Sempreverde e facile da coltivare. Due buoni motivi per decidere di coltivare una felce in vaso e tenerla in casa a scopo ornamentale. Anche se, spesso e volentieri, finisce in bagno in cerca di umidità.
Gaia Cortese 11 Agosto 2022

Considerate piante preistoriche, le felci sono tra le piante più antiche sulla terra. Sembra infatti che siano apparse già nell’Era del Devoniano inferiore, ossia circa 400 milioni di anni fa.

Oggi la felce è una pianta coltivata a scopo ornamentale: è una sempreverde ed è facile da coltivare. Sono poche le regole da rispettare per coltivare questa pianta con successo: innaffiala regolarmente e posizionala lontano da fonti di calore, quindi mai alla luce diretta del sole e sempre lontana da fonti di calore come camini e termosifoni.

Il suo posto preferito in casa? Il bagno, ossia l'ambiente domestico in cui si concentra maggiormente l'umidità che la felce sembra apprezzare molto.

Specie e varietà

Appartenente alla famiglia delle Polypodiaceae, la felce è una pianta molto bella, nonostante non produca fiori,  frutti o semi. Ne esistono numerose varietà, perenni e sempreverdi, tutte facili da coltivare.

La felce Platycerium, o corna d’alce viene, viene chiamata così  per la forma delle sue foglie che ricordano le corna di un alce. In natura questa varietà cresce spontaneamente sui tronchi degli alberi e per ammirarne alcuni bellissimi esemplari, come quelli presenti all’ Orto botanico di Napoli.

La Capelvenere, o Adiantum capillus veneris, ha foglie molto piccole e viene coltivata soprattutto all’aperto, come le felce di Boston, o nephrolepis exaltata, che raggiunge l’altezza di 1,5 metri e si distingue per le foglie ricurve dal colore verde vivo. C'è poi la felce Aquilina che cresce spontanea nelle foreste europee, ma può provocare avvelenamento per ingestione negli animali da pascolo.

Esposizione

La migliore posizione per la felce è lontano dalla luce diretta del sole, dalle correnti d’aria e dal caldo proveniente da camini e termosifoni. La temperatura ideale dell'ambiente in cui coltivare questa pianta è tra i 15 e i 18°C. Garantite queste condizioni, ogni settimana sarebbe buona norma ruotare il vaso di mezzo giro per permettere uno sviluppo armonioso di tutta la sua chioma.

Terreno e Concime

Di norma la felce predilige il terreno umido, ma volendo essere un po' più precisi il terreno dovrebbe essere un mix composto da un parte di terriccio universale, una di sabbia e due parti di torba. Il vaso in cui coltivare la felce deve essere collocato su uno strato di ciottoli bagnati, così da mantenere una certa un'umidità, senza tuttavia mai mettere la pianta a contatto diretto con l’acqua.

Per quanto riguarda la concimazione, usa ogni 15 giorni circa un prodotto specifico per piante verdi diluito nell’acqua che usi per annaffiare la pianta. Il periodo più appropriato per tale operazione va dalla primavera all’autunno. In alternativa, a inizio primavera puoi spargere sul terreno, intorno alla pianta, del concime granulare a rilascio lento.

Annaffiature

In estate la felce dovrebbe essere innaffiata a giorni alterni, mentre in inverno si può bagnare anche solo un paio di volte a settimana. Attenzione ai ristagni idrici che possono portare le radici a marcire.

Potatura

La felce non ha bisogno di essere potata, ma è buona norma eliminare le foglie secche o danneggiate per evitare che marcendo possano provocare la comparsa delle più comuni malattie fungine.

Malattie e Parassiti

La felce teme l’attacco del ragnetto rosso, della cocciniglia farinosa e degli afidi.

Il ragnetto rosso si riconosce subito perché tende a tessere numerose ragnatele tra le foglie e lo puoi eliminare con il sapone di Marsiglia, un noto antiparassitario naturale che, una volta sciolto in piccole quantità di acqua calda, può essere spruzzato sulle piante (solo quando si è raffreddato!).

La cocciniglia invece si riconosce perché forma ammassi polverosi biancastri sotto le foglie e in questo caso, si può spruzzare sulle foglie dell'alcol diluito con l'acqua. Infine gli afidi tendono a rovinare l’estetica della pianta perché si cibano delle sue foglie: si eliminano con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol passato sulle foglie e con getti di acqua forti per eliminare le colonie.