Come misurare la qualità dell’aria: ecco quali sono e come si misurano gli agenti inquinanti

La respiri tutto il giorno, e con essa centinaia di altre sostanze. L’aria pulita, in città, non esiste. E le amministrazioni regionali devono tenerla monitorata costantemente per verificare che i livelli di particolato siano mantenuti entro i limiti di legge ed, eventualmente, effettuare interventi di risanamento.
Sara Del Dot 11 marzo 2019

Tutti vorremmo respirare aria pulita. Ma purtroppo questo è possibile soltanto per coloro che vivono in zone del mondo in cui è ancora la natura a fare da padrona. Per le persone che vivono in città, la situazione è ben diversa. Preoccupante, oserei dire. Sì, perché soprattutto nei grandi centri urbani, l’inquinamento atmosferico spesso raggiunge livelli preoccupanti per l’ambiente e per tutti coloro che ogni giorno sono costretti a respirare quell’aria satura di smog. E non è, come in tanti dicono, soltanto un nemico invisibile. Perché l’inquinamento lo puoi vedere sulle pareti delle case nelle strade molto trafficate, sulle auto bianche parcheggiate sotto casa, suoi tuoi capelli che nel giro di un giorno sono già sporchi. Ma come si capisce se la qualità dell’aria è al di sopra della normativa? In che modo è possibile misurare i possibili danni provocati dal vivere circondati da smog e CO2?

Inquinanti atmosferici

Innanzitutto è bene fare il punto su quali sono i principali inquinanti atmosferici. Si tratta di sostanze che alterano la normale composizione chimica dell’aria compromettendo la salute nostra e dell’ambiente. Sono:

  • Ossidi di Zolfo: costituiti da biossido di zolfo e anidride solforica, rappresentano i tipici inquinanti delle aree urbane e industriali.
  • Ossidi di Azoto: comprendono monossido e biossido di azoto e derivano principalmente dalle emissioni degli autoveicoli, centrali termoelettriche e di riscaldamento domestico.
  • Monossido di Carbonio: gas incolore e inodore generato dalla combustione incompleta delle sostanze contenenti carbonio, si trova principalmente in prossimità delle sorgenti di traffico e deriva principalmente dagli scarichi delle automobili, trattamento e smaltimento dei rifiuti, industrie e raffinerie di petrolio e fonderie.
  • Ozono: gas bluastro che si trova principalmente nelle aree rurali
  • Particolato atmosferico (PM): è l’insieme di tutte le particelle che restano in sospensione nell’aria. Il loro è un inquinamento diffuso, si trovano sia nelle zone piene di traffico che nelle zone rurali, infatti vengono generate principalmente da traffico veicolare e attività industriali.
  • Benzene: è un idrocarburo aromatico incolore generato prevalentemente dagli autoveicoli.
  • Idrocarburi Policiclici Aromatici: derivano dalla combustione incompleta di sostanze organiche
  • Elementi in tracce: sono Arsenico, Cadmio e Nichel e solitamente permangono nell’aria in seguito ad attività industriali
  • Piombo: elemento altamente tossico emesso nell’aria da traffico e attività industriali.

Come si misura la qualità dell’aria?

La normativa prevede tutta una serie di modalità per monitorare e misurare la qualità dell’aria, tenendola sotto controllo per confrontarne i valori con quelli imposti dalla legge ed eventualmente mettere in pratica azioni tempestive di risanamento. La normativa di riferimento per la misura della qualità dell’aria è il Decreto Legislativo 155/2010, che stabilisce i valori limite entro i quali non si parla di inquinamento e definisce che ogni Regione deve effettuare le misurazioni della propria qualità dell’aria. I metodi per la misurazione della qualità dell’aria sono diversi a seconda degli inquinanti che vengono presi in considerazione, e fanno tutti uso di strumentazione sempre più avanzata e automatica:

  • Per misurare il Biossido di Zolfo viene utilizzato un analizzatore basato sul principio della misura dell’intensità della radiazione emessa per fluorescenza dalle molecole quando queste vengono attivate per irraggiamento con radiazioni ultraviolette.
  • Per il Monossido di Carbonio si usa una strumentazione basata sulla tecnica spettrofotometrica di assorbimento di radiazioni infrarosse.
  • Per misurare l’Ozono si utilizza una tecnica spettrofotometrica dell’assorbimento di radiazioni ultraviolette.
  • Per il Particolato PM10 e PM2,5 è possibile fare uso di un sistema gravimetrico (gravimetria) oppure di una strumentazione automatica. Il Particolato si misura tramite una filtrazione dell’aria con conseguente raccolta del particolato in sospensione.