Come riconoscere e aiutare una donna vittima di violenza: il vademecum delle associazioni

Chiedere aiuto non è semplice, ma anche aiutare può essere complicato. Se sospetti che un’amica o una conoscente sia vittima di violenza fisica o psicologica non fare finta di nulla, prova a tenderle una mano nel modo giusto.
Valentina Rorato 25 Novembre 2022
* ultima modifica il 25/11/2022

Se ti insulta, se ti ricatta, se alza le mani, se ti umilia, se ti isola o ti toglie potere economico e decisionale, sta agendo con violenza. L’elenco delle brutalità che le donne possono subire dal partner, dall’ex o da un familiare sono numerose e i dati 2022 del report realizzato dalla Direzione centrale della polizia criminale, seppur in lieve calo rispetto all’anno scorso, dimostrano che su 97 omicidi in ambito familiare-affettivo, 71 hanno avuto vittime femminili e che ci sono state quest’anno ben 4.416 le violenze sessuali (+9% rispetto al 2021) e sono donne il 92% delle vittime.  Si stima che una donna su tre tra i 16 e i 70 anni abbia subito violenza almeno una volta nella vita e che le forme più gravi siano commesse da partner o ex partner.

Può succedere, quindi, che la tua amica stia vivendo un momento difficile, che la collega stia affrontando una relazione violenta, ma che non abbiamo il coraggio di dirlo o di denunciare. Ed è un vero peccato perché secondo i questori i dati sono in calo anche grazie  agli ammonimenti, «strumento estremamente efficace di prevenzione» che evita il ripetersi delle aggressioni bloccando il cosiddetto «ciclo della violenza».  Ma che cosa puoi fare per aiutare una donna vittima di violenza?

Vademecum per aiutare le donne

La Casa delle donne per non subire violenza ha stilato un vademecum, che prima di tutto ti invita a verificare se la donna viene maltrattata identificando gli indicatori psicologici, comportamentali, fisici:

  • Psicologici: paura, stati d’ansia, stress, attacchi di panico, depressione, perdita di autostima, agitazione, auto colpevolizzazione;
  • Comportamentali: ritardi o assenze dal lavoro, agitazione in caso di assenza da casa, racconti incongruenti relativi a lividi o ferite, chiusura o isolamento sociale;
  • Fisici: contusioni, bruciature, lividi, fratture, danni permanenti, aborti spontanei, disordini alimentari.

Purtroppo, però, questi indicatori ti possono far sospettare una violenza, ma non possono dartene la certezza.

Come si accerta la violenza

Per sapere la verità e quindi essere sicuro che si stia consumando violenza, devi chiederlo direttamente alla vittima.  Non deve essere un interrogatorio, devi mettere l’amica in una situazione tranquilla, in cui si senta al sicuro e soprattutto non giudicata.

Una volta che hai la certezza, devi mostrarti solidale e compressivo. Devi assicurarle che manterrai il suo segreto.  “Non prendere iniziative senza accordarsi con la donna stessa”, raccomandano dalla Casa delle donne per non subire violenza. “Una delle minacce usate più frequentemente dal maltrattatore per ricattare la donna vittima delle sue violenze è quella di dirle che perderà i figli in caso di separazione o denuncia. Aiutala a capire che non è una ‘cattiva' madre se cerca di proteggere i suoi figli e che la violenza a cui assistono può essere destabilizzante per loro”.

Centri antiviolenza

Una volta che la donna vittima di violenza ha maturato la sua decisione di liberarsi della persona che le sta facendo del male, devi aiutarla a mettersi in contatto con il centro antiviolenza più vicino, dove troverà informazioni utili, non verrà forzata a prendere decisioni e le sarà garantita la riservatezza. I numeri e i luoghi di emergenza sono:

  • 112: chiamare il numero di emergenza senza esitare, né rimandare: in caso di aggressione fisica o minaccia di aggressione fisica; se si è vittima di violenza psicologica; se si sta fuggendo con i figli (eviti in questo modo una denuncia per sottrazione di minori); se il maltrattante possiede armi.
  • Numero antiviolenza e anti stalking 1522: è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.
  • App YouPol: realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, l’App è stata estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche
  • Pronto Soccorso, soprattutto se si ha bisogno di cure mediche immediate e non procrastinabili.
  • Mappa dei consultori in Italia
  • Centri antiviolenza sul sito del Dipartimento delle Pari opportunità
  • Farmacie, per avere informazioni se non è possibile contattare subito i Centri antiviolenza
  • Telefono Verde AIDS e IST 800 861061 se si è subita violenza sessuale. Personale esperto risponde dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00 sui possibili rischi di contrarre infezioni a trasmissione sessuale a seguito della violenza. Si può accedere anche al sito www.uniticontrolaids.it
  • Poliambulatorio dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (INMP): è attivo il Servizio Salute e Tutela della Donna, dedicato alla presa in carico delle donne più fragili o comunque bisognose di assistenza sanitaria e psicologica.

Fonte | Casadonne

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