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18 Ottobre 2024
16:30

Come saranno le case del futuro? Sostenibili e a forma di fiore

Le case del futuro saranno più sostenibili anche perché avranno una forma simile a quella di alcuni fiori. L'esperimento delle Blue Water Lily Villas sta dando frutti interessanti: realizzate con materiali a basso impatto come legno o bambù, questi edifici stanno tracciando una nuova strada per un'edilizia urbana sempre più green.

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Come saranno le case del futuro? Sostenibili e a forma di fiore
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Uno dei modi in cui l’architettura sta cercando di diventare sempre più sostenibile è quella di lasciarsi ispirare dalla natura.

Fiori e piante ispirano non solo per le loro forme sinuose, equilibrate ed armoniose ma suggeriscono anche spunti e idee per introdurre nuovi materiali per costruire e isolare teoricamente case ed edifici.

L’architettura vegetale insomma sta vivendo incontro alla sua cugina umana offrendo soluzioni innovative, ecologiche, economiche e funzionali per rispondere alle sfide ambientali e sociali del nostro tempo.

L’obiettivo di questa “alleanza”, insomma, è quello di creare edifici esteticamente belli e piacevoli ma sempre più free e sostenibili allo stesso tempo.

Cosa sono le Blue Water Lily Villas?

Un esempio di questa commistione tra architettura naturale e umana è rappresentato dalle cosiddette Blue Water Lily Villas. Ovvero ville contraddistinte da una struttura che ricorda quella dei fiori di ninfea blu, con un tetto non piatto ma costruito con petali che si aprono proprio come quelli di un fiore.

Progettate da Thilina Liyanage, sono edifici con una pianta a forma circolare, dove ogni stanza si sviluppa attorno a un unico centro in un mix di eleganza e funzionalità. E anche sostenibilità.

Come sono fatte?

L'idea di queste case è quella di inserire un'abitazione all'interno di un contesto naturale senza rompere gli equilibri biologici del territorio ma anzi, rispettando gli ecosistemi presente. Per questo le Blue Water Lily Villas non sono solo esteticamente suggestive ma rappresentano anche un bellissimo esempio di funzionalità sostenibile. La maggior parte della struttura, infatti, è realizzata con materiali ecologici e dal basso impatto ambientale come il legno o il bambù.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.