Come si possono attenuare gli effetti del cambiamento climatico sulle mucche? Schiarendo le macchie sul loro manto

Attraverso la tecnica del Crispr-Cas9, un gruppo di ricercatori neozelandesi ha modificato geneticamente dei bovini per rendere le macchie del loro manto più chiare. In questo modo gli animali assorbivano una quantità minore di calore, con benefici a livello di benessere, fertilità e produzione di latte.
Federico Turrisi 22 Ottobre 2020

Quante volte avrai sentito o letto che i bovini sono tra i principali emettitori di metano, gas a effetto serra molto più potente dell'anidride carbonica? In realtà, però, sono anche loro delle vittime del cambiamento climatico, in quanto gli animali risentono negativamente dell'aumento delle temperature. Lo stress termico rappresenta infatti una delle principali cause di diminuzione della fertilità e della produzione di latte durante i mesi estivi.

Un team di ricercatori dell’AgResearch di Hamilton, in Nuova Zelanda, ha allora voluto condurre un originale esperimento e, attraverso l'applicazione della tecnica Crispr-Cas9, ha modificato geneticamente le mucche schiarendo le macchie nere tipiche del loro manto. Stiamo parlando del cosiddetto "taglia e cuci" del Dna, o meglio ancora dell'editing genetico, la tecnica che di recente ha permesso alle due scienziate Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna di ottenere il premio Nobel per la chimica.

In particolare, dalle cellule epiteliali fetali di due maschi di razza frisona è stato cancellato il gene della proteina 17 pre-melanosomiale, che causa la tipica colorazione nera degli animali. Dopo sette giorni in coltura in vitro, gli embrioni modificati stati trapiantati nell’utero delle mucche. L'obiettivo di questa operazione? In questo modo i ricercatori neozelandesi hanno potuto verificare che con un manto più chiaro la quantità di calore assorbita dagli animali durante il pascolo si era abbassata. E questo ha portato benefici in termini di fertilità e benessere degli animali. Trasferendo il discorso agli esemplari di sesso femminile, questo può avere risvolti positivi anche sulla produzione di latte.

I vitelli non hanno mostrato i segni di potenziali mutazioni collaterali, ma a distanza di quattro settimane uno dei due è stato abbattuto, mentre l’altro è deceduto per un’infezione dovuta al processo di clonazione, ma non per l'eliminazione del gene. La procedura va dunque perfezionata, sottolineano gli scienziati: per quanto l'esito finale non sia stato felice, ciò che è emerso dall'esperimento si è comunque rivelato promettente.

Fonte | "Holstein Friesian dairy cattle edited for diluted coat color as adaptation to climate change" pubblicato su BioRxiv il 17 settembre 2020.