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17 Agosto 2020
9:00

Con il ritorno a scuola ci sarà oltre un milione di vecchi banchi biposto da smaltire

I banchi monoposto anti-Covid stanno per arrivare a milioni nelle aule delle scuole italiane. Tra gli altri effetti di questo grande cambiamento ci sarà anche la necessità di smaltire tutti i vecchi banchi biposto che le aule, invece, le dovranno lasciare.

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Con il ritorno a scuola ci sarà oltre un milione di vecchi banchi biposto da smaltire
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Ultimamente ne sentiamo parlare tanto, dei banchi monoposto anti-Covid che sostituiranno quelli a cui siamo sempre stati abituati. Niente più condivisione degli spazi e possibilità di copiare durante le verifiche, quindi, ma in compenso sarà possibile il distanziamento sociale e la presenza di tutti in aula.

Così, entro il 14 settembre verranno messi a disposizione due milioni e mezzo di banchi monoposto che dovranno essere trasportati in circa 30mila istituti per consentire l’inizio delle lezioni. Ciò significa però che un milione e 250mila banchi biposto, quelli che sono stati usati fino a oggi, dovranno essere portati via, gettati e smaltiti. È il calcolo fatto dalla rivista specializzata Tuttoscuola, che ha sollevato la questione dello spazio che verrà utilizzato per ospitare tutti quei banchi di scuola che non useremo più nelle nostre aule. Tanti banchi nuovi (con le rotelle) che arrivano, ovviamente il doppio di quelli biposto che se ne vanno. E dove vanno? Portarli via e capire cosa farne non è proprio un gioco da ragazzi, dal momento che stiamo parlando di circa un milione di metri cubi di spazio che verrà occupato da questi “rifiuti”, che andranno poi messi da qualche parte, distrutti oppure riutilizzati e re-impiegati.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.