Conoscevi il kaka, il variopinto uccello neozelandese salvato (per ora) dall’estinzione?

Grazie a programmi di conservazione e ripopolamento in aree protette, questo particolare animale somigliante a un pappagallo è riuscito a evitare l’estinzione in natura. Tuttavia, dato l’esiguo numero di esemplari, il kaka non può essere considerato ancora fuori pericolo, tant’è che fa parte della lista rosse delle specie minacciate stilata dall’Iucn.
Federico Turrisi 26 Maggio 2021

Il suo nome potrebbe ricordare quello di un ex calciatore, che ha lasciato il segno soprattutto nel cuore dei tifosi del Milan. Ebbene, sappi che il kaka (senza accento sulla a finale) è invece un uccello della famiglia degli Strigopidi e appartiene all'ordine dei psittaciformi, lo stesso dei pappagalli per intenderci. La specie (nome scientifico Nestor meridionalis) è endemica in Nuoza Zelanda, ovvero non si trova da nessun'altra parte nel mondo se non in questo stato dell'Oceania.

Fino a 20-30 anni fa, il kaka sembrava ormai a un passo dall'estinzione. Non è un caso che sia stato inserito dall'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) nella lista rossa delle specie minacciate e classificato nella categoria EN (che sta per "Endangered"), ossia come specie in pericolo. Il motivo è molto semplice: la popolazione continua a calare e. secondo le stime. non sono più di 10 mila gli esemplari viventi. Per dare una chance di sopravvivenza in più, sono stati allora avviati specifici programmi di conservazione della specie.

Uno di quelli di maggior successo è avvenuto nel santuario naturale di Karori, appena fuori dalla capitale Wellington. Un piccolo nucleo di kaka era stato inizialmente introdotto circa due decenni fa. Tra il 2002 e il 2007, 14 kaka allevati in cattività furono trasferiti dallo zoo cittadino nella riserva naturale, dove erano costantemente monitorati e tenuti lontano da predatori e altri fattori di disturbo. Al termine della stagione riproduttiva 2015/2016 i kaka erano diventati più di 750, e quest'anno è stata superata la soglia dei mille.

Ad oggi la principale minaccia per questi uccelli, come abbiamo accennato poco fa, è data dalla competizione con specie aliene invasive, insieme alla presenza di predatori introdotti dall'esterno. Ma non bisogna sottovalutare neanche il saturnismo, ovvero l'intossicazione accidentale da piombo. Nel bene e nel male, il destino di numerose specie animali è nelle mani degli esseri umani.