Contestano le competenze musicali di De Martino, Di Liberatore: “Per la musica sarà supportato da un team”

Durante la conferenza stampa del Festival di Sanremo 2026 si è riacceso il dibattito sulla nomina di Stefano De Martino come direttore artistico per la prossima edizione del Festival. Alcuni osservatori e addetti ai lavori hanno espresso perplessità sulla sua competenza musicale, sostenendo che la scelta di affidargli un ruolo così centrale sia poco coerente con il profilo di chi tradizionalmente guida il più importante evento musicale italiano. Secondo queste critiche, De Martino, pur essendo un volto noto della televisione, non avrebbe una consolidata esperienza nel campo strettamente musicale, fattore che ha alimentato dubbi sulla sua capacità di gestire la direzione artistica di un evento così legato alla musica e alla selezione dei brani. Rispondendo a queste contestazioni, Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai, ha fornito alcune precisazioni importanti. Di Liberatore ha spiegato che Sanremo non è più un evento limitato alla sola musica, ma uno spettacolo “a 360 gradi” in cui convergono vari elementi, dal teatro alla televisione, dalla messa in scena alla comunicazione complessiva. Per questo motivo, ha detto, le competenze richieste a chi guida il Festival non si limitano esclusivamente all’ambito musicale. Inoltre, Di Liberatore ha chiarito che De Martino non affronterà da solo la parte musicale. “Dal punto di vista musicale sarà sostenuto da una squadra che tenderà a valorizzare e a curare eventuali carenze”, ha affermato, sottolineando l’intenzione di creare un team di esperti che possa accompagnare il direttore artistico nella selezione delle canzoni e nella costruzione dell’offerta musicale dell’evento. Questo approccio, secondo la Rai, dovrebbe mitigare le critiche sulla presunta mancanza di competenze specifiche del conduttore e garantire comunque un Festival di qualità. La discussione riflette un confronto più ampio sul ruolo che la figura del direttore artistico deve avere in un evento come Sanremo: non solo selezionatore di brani, ma autentico curatore di un’esperienza televisiva articolata. In ogni caso, la decisione di puntare su De Martino sembra confermata, con l’impegno dichiarato di supportarlo attraverso uno staff qualificato per affrontare insieme tutte le sfide della prossima edizione del Festival.
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Redazione 2 Marzo 2026

Durante la conferenza stampa del Festival di Sanremo 2026 si è riacceso il dibattito sulla nomina di Stefano De Martino come direttore artistico per la prossima edizione del Festival. Alcuni osservatori e addetti ai lavori hanno espresso perplessità sulla sua competenza musicale, sostenendo che la scelta di affidargli un ruolo così centrale sia poco coerente con il profilo di chi tradizionalmente guida il più importante evento musicale italiano. Secondo queste critiche, De Martino, pur essendo un volto noto della televisione, non avrebbe una consolidata esperienza nel campo strettamente musicale, fattore che ha alimentato dubbi sulla sua capacità di gestire la direzione artistica di un evento così legato alla musica e alla selezione dei brani.

Rispondendo a queste contestazioni, Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai, ha fornito alcune precisazioni importanti. Di Liberatore ha spiegato che Sanremo non è più un evento limitato alla sola musica, ma uno spettacolo “a 360 gradi” in cui convergono vari elementi, dal teatro alla televisione, dalla messa in scena alla comunicazione complessiva. Per questo motivo, ha detto, le competenze richieste a chi guida il Festival non si limitano esclusivamente all’ambito musicale.

Inoltre, Di Liberatore ha chiarito che De Martino non affronterà da solo la parte musicale. “Dal punto di vista musicale sarà sostenuto da una squadra che tenderà a valorizzare e a curare eventuali carenze”, ha affermato, sottolineando l’intenzione di creare un team di esperti che possa accompagnare il direttore artistico nella selezione delle canzoni e nella costruzione dell’offerta musicale dell’evento. Questo approccio, secondo la Rai, dovrebbe mitigare le critiche sulla presunta mancanza di competenze specifiche del conduttore e garantire comunque un Festival di qualità.

La discussione riflette un confronto più ampio sul ruolo che la figura del direttore artistico deve avere in un evento come Sanremo: non solo selezionatore di brani, ma autentico curatore di un’esperienza televisiva articolata. In ogni caso, la decisione di puntare su De Martino sembra confermata, con l’impegno dichiarato di supportarlo attraverso uno staff qualificato per affrontare insieme tutte le sfide della prossima edizione del Festival.