Coronavirus, a Milano si studia un modo per riciclare le mascherine

Il nucleo NBCR dei vigili del fuoco, in collaborazione con il dipartimento di chimica del Politecnico di Milano e con l’ospedale Sacco, sta conducendo delle sperimentazioni per trovare un sistema di riutilizzo sia delle mascherine chirurgiche sia di quelle Ffp2 e Ffp3, sempre più in scarso numero a causa dell’emergenza Covid-19.
Federico Turrisi 26 marzo 2020

Sono sempre più richieste perché sempre più preziose nella lotta contro il coronavirus, soprattutto per gli operatori sanitari, i più esposti al rischio di essere infettati. Come avrai già capito, stiamo parlando delle mascherine. Uno dei problemi a cui ci troviamo di fronte è che sono essenzialmente usa e getta. Poterle riciclare significherebbe dunque, non solo evitare di produrre ancora più rifiuti da smaltire secondo le rigide prescrizioni contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica del 15 luglio 2003, n. 254 (il testo di legge di riferimento per quanto riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti sanitari a rischio infettivo), ma anche garantire una certa scorta per medici, infermieri, operatori della Croce Rossa e tutte le altre persone in prima linea per questa emergenza sanitaria.

Da circa una settimana il nucleo NBCR (che sta per Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico) dei vigili del fuoco, insieme a un gruppo di ricercatori del dipartimento di chimica del Politecnico di Milano e dell'ospedale Sacco, sta lavorando alla ricerca di un sistema che consenta di rigenerare le mascherine, sia chirurgiche sia i modelli Ffp2 e Ffp3, prolungandone la vita.

"Per farlo stiamo seguendo quattro possibilità: quella di utilizzare i raggi ultravioletti, i raggi gamma, l'ozono oppure gli essiccatori. Mentre i raggi ultravioletti andrebbero a eliminare il virus, gli essiccatori avrebbero la possibilità di asciugare le mascherine, togliendo l'umidità provocata dal respiro e uccidendo al tempo stesso il virus", spiega all'agenzia di stampa Adnkronos il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Milano, Carlo Dall'Oppio.

Gli esperti stanno dunque cercando di comprendere quale sia la strada migliore da percorrere e non escludono che la quadratura del cerchio possa essere nella combinazione di più metodologie. Se la ricerca dovesse avere successo, migliaia di mascherine potrebbero tornare a nuova vita, dando fiato alle strutture sanitarie, sempre più sotto pressione a causa del continuo arrivo di pazienti affetti da Covid-19.