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12 Agosto 2024
12:23

Cosa accade se lasci il caricabatterie attaccato alla presa? Consumi e rischi

Lasciare il caricabatterie attaccato alla presa dopo averlo utilizzato non è mai una scelta conveniente. Anche se non ha alcun dispositivo collegato, continua comunque a consumare energia: uno spreco non solo per le tue tasche e un impatto ambientale del tutto inutile. Quest'abitudine può anche mettere a rischio la sicurezza: sono reali infatti i rischi legati al surriscaldamento e a eventuali incendi.

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Cosa accade se lasci il caricabatterie attaccato alla presa? Consumi e rischi
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Nel mondo in cui viviamo oggi, sempre più connesso e a tratti “dipendente” dalla tecnologia e dai suoi dispositivi, il caricabatterie spesso assumere i contorni di un oggetto imprescindibile e quasi salvavita.

Sarà capitato anche a te tuttavia di lasciarlo attaccato alla presa senza pero niente di collegato: vero? Prendi lo smartphone o il computer, ti assicuri di avere il 100% e il gioco è fatto. Sì: è una pratica che ci accomuna un po’ tutti una volta finito il suo scopo e proprio per questo è importante fare qualche riflessione.

Per esempio: cosa succede se lo lasciammo lì per una, due, dieci ore di fila? Anche se non è collegato a un dispositivo continuerebbe comunque a consumare energia? E soprattutto: lasciare questo dispositivo attaccato alla presa per lungo tempo può avere dei rischi per la tua sicurezza?

Cosa succede se lasci il caricabatterie attaccato alla presa?

Può sembrare una pratica innocua ma lasciare il caricabatterie attaccato alla corrente non è mai una scelta conveniente.

Prima di tutto, devi saper che sì, quando lasci il caricabatterie attaccato alla presa senza un dispositivo collegato stai comunque consumando corrente. Il caricatore continua comunque a consumare energia, anche se in quantità ridotta.

Questo succede perché il caricabatterie contiene un trasformatore che riduce la tensione da 220V a circa 9V e converte la corrente alternata in corrente continua, necessaria per ricaricare i dispositivi elettronici a cui viene collegato.

Facendo delle stime sul cosiddetto “consumo fantasma”, puoi considerare che un caricabatterie attaccato alla presa senza dispositivo collegato ha un consumo energetico di circa 0,25W, dunque molto inferiore rispetto ai 3W circa consumati durante la ricarica attiva.

Non è una grande idea nemmeno in termini economici: è chiaro che consumi bassi avrebbero dei costi bassi, ma si tratta comunque di costi effettivi che potresti benissimo risparmiarti.

Anche se potrebbe sembrarti insignificante, infatti, è comunque uno consumo e quindi uno spreco – visto che non ha uno scopo – del tutto evitabile. Ridurre questo spreco energetico e questo dispersione di energia e calore, dunque, è un piccolo passo verso una maggiore sostenibilità ambientale.

Rischi di sicurezza?

Lasciare il caricabatterie attaccato alla presa può comportare alcuni rischi di sicurezza? Anche in questo caso la risposta è affermativa.

Anche se il consumo energetico è basso, il caricabatterie infatti può surriscaldarsi, soprattutto se si tratta di quelli non originali e fuori dalle convenzionali norme di sicurezza. Esporlo a un aumento della propria temperatura interna infatti può portare a malfunzionamenti o, in casi estremi, a incendi.

Il consiglio quindi è duplice: affidati solo a caricabatterie originali certificati e staccali dalla presa una volta che non li deve più utilizzare. Ne guadagneremo tutti.

Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal 2014, prima ho studiato Lettere a Milano e Comunicazione della Scienza alla Sissa di Trieste, in mezzo ho imparato a correre maratone.  Ho una sola regola, credere nel rispetto di me stesso, degli altri e dell'ambiente in cui ci ritroviamo. E cerco di farlo con il sorriso, sempre. Durante le mie giornate cerco di star dietro alla curiosità galoppante che mi porta a spulciare tra le pagine di scienza e a curiosare tra le novità al cinema, a scartabellare dati e a leggere pigne di libri. È un lavoro difficile ma divertente e soprattutto lungo. Perché si sa, in ognuno di noi c’è sempre una nuova frontiera da scoprire.