Cosa sono le aree marine protette (e quali sono quelle italiane)

In Italia abbiamo 7.500 chilometri di costa molto variegata, bagnata da un bellissimo mare, scrigno di biodiversità. Avrai sentito parlare, a questo proposito, di aree marine protette: ambienti che necessitano di speciale cura per non rovinarsi. Vediamo come funzionano!
Gianluca Cedolin 10 febbraio 2020

Sei anche tu tra quelli che si vantano della bellezza del nostro mare e delle nostre spiagge? Beh, come darti torto? I 7.500 chilometri di coste italiane hanno davvero tantissimo da offrire. Ma lo sapevi che circa un decimo di questi, e una parte del mare che li bagna, sono salvaguardati da una particolare tutela, per difenderne l'ecosistema? Si tratta delle aree marine protette, istituite ormai quasi quarant'anni fa dal ministero dell'Ambiente. Vediamo di cosa si tratta!

Cosa sono

Le aree marine protette (amp) comprendono le acque, i fondali e i tratti di costa che “presentano un particolare interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche – come attesta la legge che le ha istituite nel 1982 -, con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere, e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono”. Sono, in sostanza, ambienti marini bisognosi di una particolare tutela, il cui obiettivo è conservare specie animali e vegetali, equilibri idrogeologici ed ecologici e i paesaggi, ma anche promuovere la ricerca e la formazione scientifica.

Quante ne esistono

In Italia ci sono 27 aree marine protette (sei mai stato in una di queste?), per un totale di 228mila ettari di mare e 700 chilometri di costa, a cui vanno aggiunti due parchi sommersi e l’area marina internazionale del Santuario Pelagos o dei Cetacei, curata assieme alla Francia e al Principato di Monaco. Se te lo stai chiedendo, sì: ci sono le balenottere anche nel Mar Mediterraneo!

Di questi ambienti marini, 11 sono etichettati come Aree specialmente protette di importanza mediterranea, riconoscimento conferito solo se l’ente gestore promuove iniziative di studio e monitoraggio. In tutto il Mediterraneo, invece, sono 1.140, e coprono il 6,5% del mare (ma solo 76 sono completamente protette, lo 0,04%).

Come funzionano

In cosa si differenziano, quindi, le aree marine protette dalle altre zone del mare e della costa? Istituite con un decreto del ministero dell’Ambiente, che definisce confini e fini della tutela, all’interno di ogni area ci sono zone con diversi gradi di tutela. La zona A ha il livello maggiore, è quella di riserva integrale, dove non è consentita nessuna attività che possa danneggiare l’ambiente o disturbare le specie che vivono all’interno.

In queste parti dell’area protetta sono vietate la pesca, la navigazione e la balneazione. È consentita invece, e anzi incoraggiata, l’attività di ricerca e studio. Le zone B (riserva generale) e C (riserva parziale) garantiscono sì protezione ma in maniera più graduale, consentendo con delle deroghe una fruizione del patrimonio naturale, che dev’essere però sostenibile, con guide autorizzate.

Sulle coste delle aree marine protette non si può quasi mai costruire nuovi edifici e cementificare, mentre le vecchie costruzioni possono essere recuperate e riconvertite in centri di ricerca. Le Amp sono gestite, con affidamento stabilito nel decreto istitutivo, da enti pubblici, istituzioni scientifiche o dalle associazioni ambientaliste riconosciute. Perché funzionino bene, è fondamentale che tutti gli attori coinvolti nella gestione degli ambienti subacquei e costieri.

Le aree marine protette italiane

Le 27 aree marine italiane protette sono distribuite su tutto il territorio, dal golfo di Trieste (dove il Parco marino di Miramare è stata la prima istituita, nel 1986), alle due isole, dove si trovano ben 11 zone tutelate (6 in Sicilia e 5 in Sardegna). Le Secche di Tor Paterno, nel Lazio, sono l’unica delle amp italiane a non includere nemmeno un tratto di costa. E poi ancora ci sono le spiagge del Salento, le isole Egadi e tanti altri paradisi naturali di biodiversità, che puoi visitare in maniera sostenibile e slow. Una bella idea per una prossima escursione!