Cosmetica sostenibile: per essere bella senza danneggiare te stessa e l’ambiente

Dal bagnoschiuma al balsamo, dalla lacca al rossetto, ogni giorno facciamo uso di tantissimi prodotti cosmetici che applichiamo direttamente sulla nostra pelle. Ma negli ultimi anni si è alzata l’attenzione per il tipo di prodotto da utilizzare, e sia consumatori che aziende hanno scelto di seguire un percorso più green e rispettoso sia dell’ambiente sia della nostra pelle.
Sara Del Dot 23 aprile 2019

Quasi tutte le donne del mondo si truccano. Per andare al lavoro, per uscire con le amiche, spesso anche se restano in casa tutto il giorno. È un rito quotidiano della società contemporanea, come lavarsi la faccia. Crema, fondotinta, eyeliner, rossetto, mascara e tanto altro. Ma cosmetica non è soltanto make-up. Anche chi, per scelta o esigenze personali, non si sottopone ogni mattina a un'intensa attività di maquillage, fa comunque uso di sapone, shampoo e balsamo per lavarsi. Magari non ci si pensa subito, ma anche quello è cosmesi.

E tu, hai idea di quante sostanze siano contenute in ciò che ti metti sulla pelle ogni giorno? Ti rispondo io: circa 500. In media, ne puoi trovare 31 in un balsamo, 45 in una crema da giorno, 28 nel bagnoschiuma. Parliamo di decine e decine di sostanze con cui ogni giorno ricopriamo la nostra pelle, e che vanno a contatto con le nostre lenzuola, i nostri abiti e le persone che incontriamo.

Proprio grazie a un’assunzione di consapevolezza e al desiderio di salvaguardare noi stessi e il mondo che ci circonda attraverso piccole azioni quotidiane, sempre più persone sono alla ricerca di prodotti ecofriendly. Di conseguenza, sempre più aziende intraprendono un percorso green che continui a incentivare la bellezza generando però un impatto sempre più alto dal punto di vista estetico, e sempre più basso dal punto di vista ambientale. Ma cerchiamo di capire insieme di cosa si parla quando si nomina la cosmetica sostenibile.

Cosmetica sostenibile

Un cosmetico sostenibile deve essere adatto al nostro tipo di pelle ma anche ecologico e amico dell’ambiente. Deve presentare una composizione naturale ma essere anche prodotto in una filiera sostenibile e rispettosa sia dell’ecosistema sia della salute di chi lo utilizzerà. Ah, e naturalmente non deve essere stato testato sugli animali. Infatti, è importante sottolineare che non per forza “naturale” significa “sostenibile”. A volte un prodotto pubblicizzato come naturale viene realizzato attraverso una filiera che non rispetta criteri di sostenibilità. È infatti il prodotto a essere naturale, e la filiera invece è sostenibile. Bisogna riuscire a raggiungere entrambi gli obiettivi. O almeno provarci, dato che nessun prodotto può essere naturale al 100%. I cosmetici così detti “biologici” o “naturali”, infatti, possono contenere una percentuale più o meno elevata di elementi vegetali, ma non possono prescindere da sostanze si sintesi come emulsionanti, conservanti e tensioattivi che tanto naturali poi non sono.
Secondo l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale (ICEA), per essere definiti “sostenibili” i prodotti cosmetici devono presentare caratteristiche come:

  • Non contenere organismi geneticamente modificati
  • Non contenere allergizzanti, tensioattivi, paraffina, coloranti di sintesi derivanti dal petrolio, parabeni, o comunque averne percentuali molto ridotte.
  • Non essere testati sugli animali
  • Usare materie prime biologiche e possibilmente certificate
  • Presentare un packaging biodegradabile o comunque facilmente differenziabile

Un decalogo di sostenibilità

Skineco, Associazione Internazionale di Dermatologia Ecologica, ha messo insieme un decalogo di guida all’acquisto, redatto da alcuni esperti del settore, per permettere di comprare cosmetici in maniera più consapevole. Si tratta di dieci caratteristiche a cui fare caso con un po’ di accortezza in più.

  1. Eco-dermo-compatibilità: non soltanto il cosmetico deve adeguarsi alle normative che ne regolamentano la produzione, ma deve rispondere anche a criteri di dermo-compatibilità, ovvero essere adatto al tipo di pelle su cui verrà applicato, e criteri di eco-compatibilità, essere quindi rispettoso dell’ambiente anche attraverso un packaging biodegradabile. Un’attenzione sulla filiera a 360 gradi.
  2. Principio di precauzione: se non si è sicuri degli effetti che un determinato prodotto può avere sull’uomo, meglio lasciare perdere.
  3. Attenzione all’uso di emulsionanti: questi, infatti, spesso non agiscono direttamente sulla pelle ma nascondono il suo vero stato sotto una patina.
  4. Considerare la presenza di allergizzanti: questi possono creare controindicazioni anche gravi, come dermatiti, irritazioni ed eczemi.
  5. Evitare perturbatori endocrini come parabeni, benzofenone e cinnamati che possono essere dannosi per l’organismo.
  6. Tenere d’occhio le Dea, ovvero sostanze usate per controllare la viscosità di un prodotto o per stabilizzare la schiuma.
  7. Tenere presente che non esistono prodotti naturali al 100%. Anche elementi naturali come uranio e mercurio si trovano in natura ma non fanno bene alla salute.
  8. Considerare l’assemblamento totale del prodotto che deve avvenire non solo tramite l’utilizzo di elementi buoni, ma anche con componenti di sintesi che siano rispettosi della pelle.
  9. Il prodotto deve essere sostenibile: crea valore per il consumatore che lo acquista.
  10. Il prodotto deve essere sistemico, ovvero compatibile con tutti gli altri materiali e tessuti con cui ogni giorno veniamo a contatto.