Da Firenze a Plan de Corones, quattro ecomusei diventati modelli di sostenibilità ambientale

A volte un museo merita di essere visitato non solo per le mostre e le installazioni del momento, ma soprattutto per il progetto che ne ha visto la realizzazione, soprattutto se si tratta di un ecomuseo.
Gaia Cortese 4 Ottobre 2022

Sembra che da diversi anni cultura e sostenibilità vadano a braccetto. E questa è una buona notizia perché, come è comprensibile che sia, i musei sono tra gli edifici più dispendiosi se il tema trattato è l'energia. Un museo ecosostenibile non si distingue solo per come è stato progettato e realizzato, ma anche per le iniziative che porta avanti nell'ottica di sensibilizzare quante più persone possibili alla salvaguardia dell'ambiente e alla riduzione dei consumi.

Pannelli fotovoltaici, architettura sostenibile, pratiche di risparmio energetico e di recupero delle acque piovane, sono solo alcune caratteristiche che possiamo ritrovare nei sempre più numerosi ecomusei sparsi sul territorio. Il prossimo 9 ottobre sarà la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, l'occasione giusta per visitare uno di questi modelli di sostenibilità per farli apprezzare anche ai più piccoli.

Il Museo Salvatore Ferragamo a Firenze

Nel 2016 il Museo Salvatore Ferragamo è stato premiato come primo museo aziendale Green d’Italia, ottenendo lo standard internazionale ISO 14064, legato alla rendicontazione delle emissioni di CO2 legate alle proprie attività. Attraverso la sostenibilità, questo museo  fortemente voluto da Wanda Ferragamo, vedova di Salvatore e alla guida dell’azienda dal 1960, cerca di coniugare arte e moda puntando sul recupero e sul riutilizzo, valori fondamentali se si vuole investire sull’ambiente.

Nel 2020 il Gruppo Salvatore Ferragamo, con l'obiettivo di sostenere ulteriormente la protezione e la promozione delle risorse naturali, ha redatto un Manifesto per la Biodiversità, che formalizza l'impegno del Gruppo in ambito di tutela della biodiversità e salvaguardia dell’ambiente.

Il MMM Corones a Plan de Corones

Dedicato all’alpinismo tradizionale, il MMM Corones è il sesto  museo della serie Messner Mountain Museum. Il progetto è opera della designer e architetta Zaha Hadid e dell’alpinista Reinhold Messner. I rivestimenti esterni e interni sono realizzati in cemento, il materiale che meglio di addice al tema roccia e che da un punto di vista sia ottico sia tattile si fonde meglio con l'ambiente esterno. Qualcuno potrebbe già storcerei naso, ma in verità  il museo è in gran parte sotterraneo per interferire il meno possibile con il paesaggio e la vetta del Plan de Corones, a quota 2275 m.

Il Mart a Rovereto

Una cupola di acciaio e vetro disegnata da Mario Botta sopra una piazza a misura d’uomo: questo è il Museo d’Arte Moderna e contemporanea di Rovereto. Il Mart si è ripresentato al pubblico nel 2002, con una nuova veste e un'attenzione maggiore alla sostenibilità. Come ecomuseo, infatti, il Mart dispone di un software apposito per controllare l’illuminazione dell'intera struttura, consentendo un risparmio del 25 per cento di energia elettrica.

Non solo. Il Mart organizza spesso convegni ed eventi CO2 zero per enti pubblici e aziende per far riflettere sull’importanza delle tematiche ambientali e sulla possibilità di fare scelte orientate alla sostenibilità. Oltretutto il museo di Rovereto non smette di promuovere buone pratiche sostenibili per raggiungerlo, suggerendo ad esempio il treno come mezzo di trasporto.

Il MuSe a Trento

Nato nel 2013, il Museo delle Scienze di Trento è stato progettato e realizzato dall’architetto Renzo Piano. Nello stesso anno il MuSe ha ottenuto come riconoscimento la certificazione LEED Gold, rilasciata dal Green Building Certification Institute di Washington D.C., grazie alla quale è diventato il primo museo sostenibile italiano ad ottenere questo riconoscimento.

I materiali scelti per la realizzazione del museo sono ecosostenibili e le pratiche di risparmio energetico, per quanto riguarda l'illuminazione e la ventilazione dell'ambiente interno, sono all'avanguardia.