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18 Marzo 2021
12:00

Da sacchetti di plastica e pellicola per alimenti nasce un tessuto antimacchia e antisudore

Un tessuto innovativo e altamente performante, perfetto per sportivi, militari e astronauti. L’hanno ideato alcuni ricercatori del Mit a partire da sacchetti di plastica e pellicole per alimenti.

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Da sacchetti di plastica e pellicola per alimenti nasce un tessuto antimacchia e antisudore
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Immagina di indossare una maglietta realizzata a partire dai sacchetti della spesa e dalle pellicole per alimenti in cui di solito avvolgi le cipolle e il formaggio. Un gruppo di ricercatori guidato dal Mit (Massachussetts Institute of Technology) che ha coinvolto anche il Politecnico di Torino e l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) ha messo a punto una nuova tecnologia in grado di trasformare il materiale di cui sono composti i sacchetti di plastica e le pellicole (ovvero il polietilene) in un tessuto leggerissimo con svariate proprietà. Prima tra tutte, la capacità di non trattenere il calore facendo evaporare in fretta l’umidità, quindi evitando macchie e sudore.

Lo studio che descrive lo sviluppo di questa tecnologia, definita perfetta per la creazione di indumenti sportivi, militari e per astronauti, è stato descritto in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature Sustainability.

Un tessuto, quello creato dal polietilene, che potrebbe aiutare a salvaguardare l’ambiente dall’infinita quantità di plastica che vi si riversa ogni anno. Il materiale, spiegano i ricercatori, viene trasformato da polvere grezza a fibra. Nel corso di questo processo il materiale arriva anche a cambiare le sue proprietà, diventando più compatibile con l’acqua rispetto a prima. Quando viene creato il filo dalle fibre, poi, vengono lasciati degli spazi che consentono l’assorbimento dell’acqua e la sua successiva evaporazione. Inoltre è difficile sporcarlo perché non ci si può attaccare quasi nulla e si lava rapidamente.

Insomma, un ottimo esempio di recupero e riutilizzo dei rifiuti plastici provenienti direttamente dalle nostre case, che potrebbero tornare nelle nostre vite sotto forma di vestiti altamente performanti.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.