Da vecchi jeans a maglioni: la start up di Prato che ricicla il denim producendo abiti sostenibili

Una piccola start up nata appena due anni fa, ha creato il primo maglione al mondo realizzato con denim riciclato e rigenerato. La trasformazione avviene secondo un processo produttivo che si basa sul risparmio di acqua, energia e CO2, in totale contrapposizione con la produzione insostenibile del materiale originario.
Sara Del Dot 28 Marzo 2019

Sono i tuoi pantaloni preferiti, li tieni piegati nell'armadio, ne hai almeno due o tre paia e forse, di jeans, hai anche un giubbotto che tiri fuori nelle serate più casual. Da quando sono venuti al mondo, nella seconda metà dell'Ottocento, i jeans hanno letteralmente conquistato i cuori di tutti i giovani del mondo occidentale, diventando in molti casi un vero e proprio simbolo. Della rivoluzione sessuale negli anni '70, del mondo punk, della moda urbana casual. Li abbiamo indossati tutti almeno una volta, non importa quando e dove siamo nati. Ancora oggi, infatti, rappresentano uno dei capi d'abbigliamento più gettonati al mondo, e la loro produzione conta numeri impressionanti.

Eppure, forse dovresti guardare oltre la tua passione sfrenata per i pantaloni e i giubbotti blu e iniziare a fare i conti con l'impatto ambientale che provoca realizzarne anche solo un paio. La produzione del denim, il materiale di cui sono fatti i jeans, avviene tramite un processo decisamente poco sostenibile. Un utilizzo di cotone decisamente spropositato, che richiede circa il 35% della produzione generale del tessuto, migliaia di litri d’acqua necessari per la realizzazione di un solo paio di pantaloni, e ancora la colorazione, realizzata con l’uso di catrame e agenti chimici. Oltre a nascere da un processo produttivo estremamente inquinante, pericoloso ed energicamente insostenibile, il jeans ha anche un altro lato negativo: non è affatto semplice da riciclare.

Per questo non può che fare piacere la notizia che una start up italiana nata da appena due anni sia riuscita a recuperare gli scarti di produzione di questo materiale per re-immetterli in un processo di economia circolare da cui è nato il primo maglione 100% sostenibile e made in Italy. Un caso unico al mondo, frutto di anni di ricerche, che potrebbe rivoluzionare il ciclo di vita del tanto amato denim.

Fautrice di questo piccolo miracolo è Rifò, una piccola azienda di Prato, in Toscana, i cui giovani fondatori, Niccolò Cipriani e Clarissa Cecchi, nel 2017 hanno deciso di seguire la tradizione locale di rigenerazione di fibre tessili per avviare una filiera di riciclo sostenibile. Dopo gli ottimi risultati ottenuti con materiali come cachemire e cotone, la start up è riuscita a fare ciò che in molti trovano estremamente complicato: riciclare e rigenerare il denim, trasformando un paio di pantaloni in un maglione leggero, resistente ed economicamente accessibile.

Il processo è molto meccanico”, ci racconta Niccolò, “il jeans vecchio viene sfilacciato e riportato allo stato di fibra. Poi, viene rifilato e reso un maglione. La difficoltà nella sua lavorazione è il fatto che si tratta di un materiale molto resistente, di conseguenza tutta l’azione di sfilacciamento è piuttosto dura, deve essere tutto trinciato”.

Un processo forse difficile, forse duro, la cui sostenibilità, tuttavia, ripaga la fatica. Nella produzione del maglione di denim riciclato, infatti, il risparmio sembra essere la parola d’ordine. E a parlare sono i numeri. A fronte dei 3000 litri d’acqua necessari per realizzare un maglioncino in cotone vergine, infatti, ne sono sufficienti 80, con un risparmio complessivo del 97%. Anche l’energia utilizzata rispetto alla produzione di un capo nuovo è ridotta del 77%, con un seguente risparmio di emissioni di CO2 del 95%. Infine, il colore del maglione nuovo vive completamente di rendita da quello del jeans da cui proviene. L’uso di coloranti e prodotti chimici, infatti, è ridotto a zero.

Un modo nuovo, rivoluzionario di pensare alla filiera dell’abbigliamento, e in particolare a quella decisamente nemica dell’ambiente del denim. Un’alternativa per tutti coloro che non sanno dove lasciare i loro jeans, che nascondono dietro di sé una filiera devastante per gli ecosistemi e tuttavia sembrano così indispensabili nella nostra vita di tutti i giorni. Quindi, se proprio non puoi fare a meno del tuo nuovo paio di jeans, perché non provi a pensare di far diventare un bel maglione quelli che stai per buttare?