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28 Dicembre 2020
14:30

Dal 1 gennaio 2021 l’Europa vieterà l’esportazione di rifiuti plastici nei paesi più poveri

Una rivoluzione nell’ambito della produzione e della gestione dei rifiuti nell’Ue. Infatti non sarà più possibile portare i rifiuti plastici prodotti all’interno del territorio comunitario nei paesi più poveri, dove troppo spesso vengono bruciati all’aria aperta rilasciando sostanze inquinanti oppure gettate in mare.

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Dal 1 gennaio 2021 l’Europa vieterà l’esportazione di rifiuti plastici nei paesi più poveri
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Dare i nostri scarti plastici a Paesi più poveri, spesso privi di impianti di smaltimento e riciclaggio idonei, era una pessima abitudine che ci consentiva di liberarci di parte dei nostri rifiuti facendoli sparire dal territorio Ue. In numeri, fino a oggi l’Unione europea esportava in luoghi come Malesia e Indonesia fino a 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici ogni anno.

Ora però qualcosa sta per cambiare e anche la Comunità europea sarà costretta ad assumersi le proprie responsabilità. Il 22 dicembre, infatti, l’Ue ha approvato nuove regole in merito alla gestione dei rifiuti plastici prodotti sul territorio, vietando a partire dal 1 gennaio 2021 l’esportazione di questi scarti in Paesi non facenti parte dell’OECD, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, evitando quindi che questi rifiuti di cui l’Ue si è sempre lavata le mani, finiscano bruciati all’aria aperta senza impianti controllati o, peggio ancora, gettati nell’oceano.

Queste nuove regole segneranno una svolta fondamentale nella responsabilità della gestione dei rifiuti e nella tutela dell’ambiente, soprattutto perché saranno accompagnate da un maggior controllo anche per quanto riguarda ciò che l’Europa importa entro i propri confini.

Una decisione che segue di poco quella della Cina di smettere di importare i rifiuti solidi degli altri Paesi, di cui gestiva oltre la metà (compresi quelli dell’Unione europea).

Quello che si verificherà a partire dal 1 gennaio 2021 è una vera e propria rivoluzione in tema di gestione dei rifiuti, una rivoluzione che dovrebbe comportare una maggiore consapevolezza della necessità di ridurne la produzione e di dotare tutti i Paesi di impianti di riciclo e smaltimento ormai diventati necessari.

Fonte | Unione Europea

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.