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7 Novembre 2020
14:00

Dal packaging in carta velina ai manichini prodotti dalla canna da zucchero: la moda è sempre più sostenibile

Manichini biodegradabili, carta velina in sostituzione alla plastica e packaging sempre più green per tutelare l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi nel mondo. I passi da gigante del settore della moda e del tessile nel rispetto del pianeta.

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Dal packaging in carta velina ai manichini prodotti dalla canna da zucchero: la moda è sempre più sostenibile
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Dall’abbandono dei sacchetti di plastica ai manichini biodegradabili. La moda diventa sempre più green. Sempre più aziende, fornitori e distributori si uniscono per raggiungere una serie di obiettivi per la salvaguardia dell’ambiente focalizzati su tre aree principali: il riscaldamento globale, la tutela della biodiversità e la protezione degli oceani. Ed è così che nasce il Fashion Pact, sotto la cui egida diverse aziende si fanno promotrici di una sempre maggiore sostenibilità ambientale nel settore della moda e del tessile.

Al Fashion Pact ha aderito per esempio nel 2019 Mango, la catena di moda fondato a Barcellona nel 1984 dai due fratelli spagnoli di origine turca, Isak Andic e Nahman Andicè. Il brand spagnolo ha recentemente annunciato l’impegno di eliminare l’uso di ben 160 milioni di sacchetti di plastica all’anno nella sua catena di fornitura. I sacchetti di plastica verranno sostituiti con sacchetti di carta in tutte le produzioni locali di capi piegati.

Secondo quanto riferito dall’azienda i sacchetti saranno realizzati in carta velina, costituita da pasta di cellulosa naturale proveniente da fonti rinnovabili.  In questo caso la carta proviene da foreste gestite in modo sostenibile dove le pratiche di abbattimento sono certificate secondo i requisiti degli standard internazionali FSC®. Oltretutto, la carta può essere riciclata in media da quattro a sei volte, consentendo un modello di economia circolare notevole.

“Si tratta di un progetto di grande portata, che avrà un impatto molto positivo sull’ambiente, poiché grazie alla sua realizzazione elimineremo circa 160 milioni di sacchetti di plastica ogni anno – ha dichiarato Toni Ruiz, Amministratore Delegato di Mango -. La produzione di una moda più rispettosa dell’ambiente mira alla trasformazione sostenibile dell’azienda”.

La sostenibilità si fa spazio anche tra i manichini. Aderisce al Fashion Pact anche Bonaveri, azienda di Cento (Ferrara), specializzata nella produzione di manichini di alta gamma e unica azienda nel mondo a produrre manichini biodegradabili, realizzati in BPlast, un biopolimero che deriva dalla canna da zucchero.

Dopo che con la collaborazione del Dipartimento di Design per la Sostenibilità del Politecnico di Milano un’analisi del ciclo di vita dei manichini ha individuato nella materia prima la maggiore criticità a livello di impatto ambientale, Bonaveri ha iniziato a cercare un nuovo polimero. Così, dopo anni di sperimentazione, si è arrivati al BPlast, una bio-plastica che deriva al 72% dalla canna da zucchero, e alla BPaint, la prima vernice naturale composta esclusivamente da sostanze organiche rinnovabili (con resine e oli al 100% di origine vegetale, tensioattivi privi di fosforo, solvente di origine vegetale ottenuto al 100% da bucce di arancia ed essiccante privo di sali di cobalto e nafta). Il risultato è stato il primo manichino biodegradabile al mondo, generato da fonti rinnovabili.

Bonaveri ha lavorato anche allo studio di un packaging più green e, da una collaborazione con il corso di laurea in Design del prodotto industriale della Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Università di Bologna, ne è nato uno nuovo che ha consentito una riduzione dell’impatto ambientale quantificabile nel contenimento del 42% delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, nella diminuzione dei consumi di energia del 38% e nel risparmio di acqua del 56%.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.