Dal produttore alla tavola: Mario Morrone e la sua start-up pugliese che valorizza l’olio made in Italy

A tu per tu con Mario Morrone, che, insieme al fratello Marco, ha fondato Olivante, per mettere in collegamento i produttori locali di olio con i ristoranti di tutta Italia.
Emanuele La Veglia 5 agosto 2020

L'olio è uno degli alimenti per cui la nostra nazione è famosa in tutto il mondo. In particolare, come saprai, è molto pregiato quello pugliese. Ed è proprio in Puglia che è nata Olivante, la startup che aiuta i produttori locali a entrare in collegamento con gli chef di tutta Italia. Per capirne di più, ho parlato con Mario Morrone, che insieme a suo fratello Marco, ha aperto la piattaforma iniziando una fantastica avventura.

I fratelli Morrone, fondatori di Olivante

Qual è il tuo rapporto con la campagna?

Non provengo da una famiglia di agricoltori né ho mai vissuto in campagna, ma riuscire a trovare il giusto connubio tra digitale, il mio ambito professionale, e agricoltura, il settore più diffuso nel foggiano dove sono nato e cresciuto, è stata la sfida più motivante da quando ho iniziato ad occuparmi di startup.

Come ti sei avvicinato al mondo dell'agricoltura?

Ho vissuto gran parte di tutte le mie estati, sin da bambino, in un piccolo comune del Gargano, Ischitella, dove all’ ingresso del paese è visibile un cartello con su scritto “città dell’olio” e lo stesso è presente anche in altri comuni vicini. Molti amici del posto, inoltre, hanno degli alberi di ulivo nelle proprie campagne dai quali, ogni anno, producono l'olio necessario per la propria famiglia. Era inevitabile che l’olio conquistasse uno spazio privilegiato nel mio cuore.

Uno dei produttori della rete di Olivante

In che modo Olivante va incontro ai produttori locali?

L’olio, a differenza del vino, “invecchiando” si deteriora, perdendo di qualità. Questo comporta il forte rischio di dover svendere le rimanenze. Olivante fornisce un canale alternativo che amplia il raggio d’azione dei produttori i cui clienti possono scegliere l’olio più adatto alla cucina dei propri locali.

Con il vostro lavoro venite in contatto con diverse persone, virtualmente e non solo. 

L’anima di questo mercato sono le persone che non producono olio come seconda attività. La parte più emozionante è quando veniamo accolti in casa loro, nei frantoi, nei ristoranti, nelle loro aziende, e tutti ci tengono a raccontare perché hanno scelto di iniziare e come, di come vogliono differenziarsi, perché hanno scelto noi e così via.

Cosa vi hanno trasmesso in questi primi mesi di attività?

Parlare con loro ci ha confermato di essere nella direzione giusta, sia per quanto riguarda la tipologia di servizi che offriamo sia per il mercato nel quale li offriamo. Una consapevolezza simile è estremamente motivante per il raggiungimento dei prossimi obiettivi.