Vietare la macellazione di cavalli, asini, pony, muli e bardotti riconoscendoli come animali da affezione. È questo l’obiettivo di una nuova proposta di legge bipartisan assegnata alla Commissione Ambiente del Senato.
Il testo è firmato dalle deputate Susanna Cherchi (M5S) e Luna Zanella (AVS), con una proposta analoga sostenuta anche da Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati). Per la prima volta un disegno di legge sul divieto di macellazione degli equidi arriva alla fase di esame parlamentare.
Ma cosa prevede nel concreto la proposta? E quali sarebbero le conseguenze per allevatori e filiera della carne equina?
Il punto centrale del disegno di legge è il cambio di status giuridico degli equidi (cavalli, asini e ibridi come muli e bardotti).
Da DPA a No DPA
Attualmente un equide può essere registrato come:
DPA (Destinato alla Produzione Alimentare), quindi macellabile
No DPA (Non Destinato alla Produzione Alimentare), escluso dalla filiera della carne
La proposta renderebbe la classificazione No DPA la regola generale, vietando di fatto la macellazione a fini alimentari.
Sanzioni e controlli
Il testo introduce:
reclusione da 3 mesi a 3 anni per chi alleva equidi a scopo alimentare
multe fino a 100 mila euro
aumento di pena se le carni vengono immesse in commercio
Prevista anche l’identificazione obbligatoria con microchip entro due mesi dall’entrata in vigore della legge, per garantire tracciabilità e prevenire traffici illegali.
Il divieto avrebbe un impatto diretto sugli allevatori che oggi producono carne equina.
Fondo per la riconversione
La proposta prevede un fondo di:
6 milioni di euro per il 2025
6 milioni per il 2026
6 milioni per il 2027
Le risorse sarebbero destinate alla riconversione delle attività verso:
centri di recupero per equidi
turismo equestre
attività didattiche
ippoterapia e interventi assistiti con il cavallo
Secondo i dati del Sistema Informativo Veterinario, nel 2025 risultano registrati oltre 15 mila allevamenti di equidi e più di 560 mila animali allevati anche a scopo di macellazione, con Sicilia e Lazio tra le regioni più coinvolte.
Un precedente in Europa è la Grecia, che ha vietato la macellazione degli equidi nel 2020.
L’Italia è tra i principali Paesi europei per consumo di carne equina e detiene il primato mondiale per importazioni.
Nel 2024 sono stati macellati circa 17 mila equidi. Nonostante questo dato, il consumo riguarda una minoranza:
solo il 17% di chi mangia carne consuma anche carne di cavallo
Le indagini evidenziano inoltre una minore propensione tra i giovani e una crescente percezione del cavallo come animale da compagnia.
Tradizioni regionali
Il consumo è radicato in alcune aree:
Puglia: brasciola e pezzetti di cavallo
Veneto: pastissada de caval
Emilia-Romagna: cavallina stufata
Piatti legati alla tradizione gastronomica locale.
Un dibattito aperto tra tutela animale e cultura
Il tema del divieto di macellazione dei cavalli è al centro del confronto pubblico da anni. Diverse associazioni animaliste chiedono il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione, al pari di cani e gatti, sottolineando criticità nella filiera e nel benessere animale.
Il dibattito non è solo normativo ma culturale. Il cavallo, storicamente animale da lavoro e da guerra, oggi è sempre più associato a sport, tempo libero e relazione affettiva con l’uomo.
Se la legge venisse approvata, l’Italia compirebbe una scelta simbolica forte: escludere alcuni animali dalla filiera alimentare riconoscendone ufficialmente lo status di animali da compagnia.
Resta ora da vedere quale sarà l’esito dell’iter parlamentare e come verranno bilanciati tutela animale, tradizioni locali e interessi economici del settore.