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15 Ottobre 2026
11:35

Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli: l’ospedale paga 960mila euro alla famiglia e ora guarda a Bolzano

Il Monaldi pagherà 960mila euro alla famiglia di Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore. L'Azienda dei Colli si riserva di rivalersi su eventuali corresponsabili.

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Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli: l’ospedale paga 960mila euro alla famiglia e ora guarda a Bolzano
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960mila euro di risarcimento, più 41mila euro di spese legali. È la cifra che l'Azienda Ospedaliera dei Colli, che comprende anche l'ospedale Monaldi di Napoli, verserà alla famiglia di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto il 21 febbraio 2026 dopo un trapianto di cuore.

L'accordo chiude il fronte civile tra la famiglia e l'azienda sanitaria, ma la vicenda giudiziaria non è conclusa. L'Azienda dei Colli ha infatti lasciato aperta la possibilità di chiedere una parte del risarcimento ad altri eventuali responsabili, e tra i soggetti coinvolti nella ricostruzione della vicenda c'è anche l'azienda sanitaria dell'Alto Adige, dalla quale dipende l'ospedale San Maurizio di Bolzano dove il cuore era stato prelevato.

Chi era Domenico Caliendo

Domenico Caliendo era un bambino originario del Nolano, affetto da una patologia cardiaca dalla nascita.

Aveva poco più di due anni quando, nel dicembre 2025, arrivò al Monaldi per essere sottoposto a un trapianto di cuore.

Il nuovo organo proveniva dall'ospedale San Maurizio di Bolzano. L'intervento, eseguito il 23 dicembre 2025, però non ebbe l'esito sperato.

Il cuore trapiantato non ripartì e il piccolo rimase collegato per circa 60 giorni all'ECMO, prima di morire il 21 febbraio 2026.

Il cuore arrivato da Bolzano

Il cuore destinato a Domenico era stato prelevato a Bolzano e successivamente trasportato a Napoli.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, durante il trasporto l'organo sarebbe stato conservato in condizioni non corrette.

Gli ispettori della Regione Campania hanno ricostruito una serie di criticità, tra cui la presenza di ghiaccio secco anziché ghiaccio d'acqua nel contenitore utilizzato per il trasporto del cuore.

La relazione ispettiva ha inoltre evidenziato problemi nella preparazione della trasferta e nella verifica del contenitore prima della partenza.

Il cuore era congelato

Uno degli elementi centrali dell'inchiesta riguarda proprio le condizioni in cui il cuore arrivò al Monaldi.

Secondo la ricostruzione degli ispettori, il personale partito da Napoli avrebbe avuto a disposizione una quantità di ghiaccio insufficiente per la conservazione dell'organo.

Non sarebbe stata inoltre verificata adeguatamente la composizione del contenuto del contenitore prima del ritorno a Napoli.

Quando il box fu aperto, il cuore risultò irrimediabilmente danneggiato dal congelamento.

Gli errori contestati nella gestione del trapianto

La vicenda non riguarda soltanto la fase del trasporto.

La relazione ispettiva di 295 pagine ha ricostruito diverse criticità che avrebbero riguardato sia la fase di prelievo a Bolzano sia quella dell'intervento al Monaldi.

Tra gli elementi indicati ci sono:

la quantità di ghiaccio utilizzata per il trasporto;

la mancata verifica delle condizioni del contenitore;

problemi di comunicazione tra gli operatori;

la gestione dei tempi tra arrivo del cuore e intervento sul bambino.

La magistratura sta valutando autonomamente questi elementi nell'ambito dell'inchiesta penale.

L'Azienda dei Colli paga 960mila euro

Dopo mesi di trattative, l'Azienda Ospedaliera dei Colli ha raggiunto un accordo transattivo con la famiglia.

La somma concordata è di 960mila euro, alla quale si aggiungono 41mila euro per le spese legali sostenute dalla famiglia.

La cifra è stata formalizzata nella deliberazione dell'8 ottobre 2026, firmata dalla direttrice generale Anna Iervolino.

La famiglia aveva chiesto 3 milioni

La cifra inizialmente richiesta dai familiari era molto più alta: 3 milioni di euro.

L'importo concordato rappresenta quindi circa un terzo della richiesta iniziale.

L'accordo coinvolge sei eredi di Domenico: i genitori Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, i due fratellini e due nonni.

Il pagamento non significa ammissione di colpa

Un passaggio della delibera è particolarmente importante.

La transazione con la famiglia non costituisce un riconoscimento della responsabilità personale dei singoli sanitari coinvolti nella vicenda.

L'Azienda dei Colli ha infatti precisato che rimangono possibili azioni di rivalsa, regresso, recupero, surroga o manleva nei confronti di altri soggetti, qualora emergano responsabilità.

Il risarcimento civile, quindi, non equivale a una sentenza che attribuisce la responsabilità della morte di Domenico a una determinata persona.

Il Monaldi aveva cercato un accordo anche con Bolzano

Prima di chiudere l'accordo con la famiglia, l'Azienda dei Colli aveva provato a coinvolgere nella conciliazione anche l'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige.

L'obiettivo era arrivare a una definizione condivisa della vicenda, considerando che il cuore era stato prelevato al San Maurizio di Bolzano.

Il tentativo, però, non è andato a buon fine.

Ora il possibile “conto” a Bolzano

Proprio per questo la delibera lascia aperta la possibilità di esercitare azioni di regresso nei confronti di eventuali corresponsabili.

In sostanza, l'Azienda dei Colli paga ora il risarcimento alla famiglia, ma potrebbe successivamente chiedere ad altri soggetti ritenuti responsabili di contribuire alla somma.

Tra questi potrebbe esserci l'azienda sanitaria altoatesina, se gli accertamenti dovessero individuare profili di responsabilità a suo carico.

La responsabilità dell'espianto è ancora discussa

Il punto è particolarmente delicato perché Napoli e Bolzano hanno fornito ricostruzioni differenti sulle responsabilità relative alla fase di espianto e trasporto.

Nei mesi scorsi la Provincia autonoma di Bolzano aveva attribuito le criticità operative al gruppo di prelievo arrivato da Napoli.

L'Azienda dei Colli, invece, ha mantenuto aperta la possibilità di rivalersi anche nei confronti dell'azienda altoatesina.

Anche la fase dell'intervento è sotto esame

Gli accertamenti non si sono concentrati esclusivamente sul trasporto del cuore.

Secondo la relazione degli ispettori, al Monaldi ci sarebbero state anche criticità nella comunicazione all'interno della sala operatoria e nella gestione del momento in cui il cuore del piccolo Domenico venne rimosso.

La magistratura dovrà stabilire se e in quale misura questi elementi abbiano avuto un ruolo nella vicenda.

L'inchiesta penale continua

Il pagamento dei 960mila euro non chiude quindi l'intera vicenda.

Il procedimento penale è ancora aperto e coinvolge diversi sanitari.

Tra gli indagati c'è anche il cardiochirurgo Guido Oppido, per il quale il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato l'interdizione dalla professione per 12 mesi nell'ambito dell'inchiesta.

La misura cautelare riguarda le contestazioni formulate nei suoi confronti e non rappresenta una sentenza definitiva sulla responsabilità per la morte di Domenico.

Il caso resta aperto anche a Bolzano

Gli accertamenti hanno quindi assunto una dimensione che va oltre il Monaldi.

Gli investigatori hanno esaminato anche ciò che accadde all'ospedale San Maurizio di Bolzano, dove il cuore venne prelevato.

Nel corso dell'inchiesta sono state acquisite documentazioni e sono stati effettuati approfondimenti sulla fase dell'espianto e sulla preparazione dell'organo per il trasporto.

La Corte dei conti valuterà un eventuale danno erariale

La documentazione relativa alla transazione sarà inoltre trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti.

I magistrati contabili dovranno valutare se esistano i presupposti per un eventuale danno erariale legato alla vicenda.

È un procedimento distinto rispetto all'inchiesta penale e al risarcimento civile alla famiglia.

Per la famiglia resta soprattutto il processo penale

Il risarcimento chiude il capitolo civile tra la famiglia Caliendo e l'Azienda dei Colli.

Per i genitori, però, resta aperto il procedimento penale che dovrà chiarire cosa sia accaduto quel 23 dicembre 2025, quando il cuore destinato a Domenico arrivò da Bolzano per essere trapiantato al Monaldi.

La madre Patrizia, secondo quanto riportato da Fanpage, aveva già spiegato che la questione economica non rappresentava l'aspetto più importante per la famiglia: l'obiettivo principale era arrivare al processo per fare chiarezza sulla morte del figlio.

960mila euro oggi, le responsabilità da chiarire domani

Il Monaldi e l'Azienda dei Colli hanno quindi raggiunto un accordo da 960mila euro con la famiglia di Domenico Caliendo.

Ma la transazione non mette la parola fine alla vicenda.

Restano da chiarire le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti nelle fasi di prelievo, conservazione, trasporto e trapianto del cuore. E proprio per questo l'Azienda dei Colli si è riservata la possibilità di chiedere ad eventuali corresponsabili, compresa l'azienda sanitaria altoatesina, di farsi carico di una parte del risarcimento.

La risposta definitiva arriverà soltanto dagli accertamenti della magistratura e dagli eventuali processi.