Domenico morto dopo il trapianto di cuore al Monaldi di Napoli: aperta inchiesta su organo trasportato da Bolzano

Il piccolo Domenico è morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo oltre 50 giorni in terapia intensiva. Il trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 non aveva mai dato esito positivo. La Procura indaga su trasporto e conservazione dell’organo.
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Redazione 21 Febbraio 2026

È morto sabato 21 febbraio 2026 il piccolo Domenico, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025.

L’annuncio ufficiale è arrivato dall’Azienda Ospedaliera dei Colli:

“Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia”.

Il bambino era collegato da oltre 50 giorni a un macchinario Ecmo, che svolgeva la funzione di supporto cardiocircolatorio.

Trapianto di cuore fallito: cosa è successo

Domenico era nato con una grave patologia cardiaca. Per questo, alla vigilia di Natale, era stato sottoposto a un delicato intervento di trapianto di cuore al Monaldi di Napoli.

Il nuovo organo, arrivato da Bolzano, non avrebbe mai iniziato a battere. Dopo l’operazione, il piccolo non si è più risvegliato ed è rimasto in condizioni critiche fino al decesso.

Al centro dell’inchiesta ci sono:

le modalità di trasporto del cuore da Bolzano a Napoli

la conservazione dell’organo a temperature molto basse

le tempistiche dell’intervento chirurgico

Secondo testimonianze ora al vaglio della magistratura, il cuore sarebbe stato consegnato in condizioni non ottimali. In alcune ricostruzioni si parla di un organo conservato a temperature inadatte a garantirne la funzionalità.

Inchiesta della Procura di Napoli: sei indagati

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli, coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante. Al momento risultano sei persone indagate, ma il numero potrebbe aumentare dopo la morte del bambino.

Tra i punti da chiarire:

chi ha autorizzato l’intervento prima dell’arrivo del cuore in sala operatoria

se siano state rispettate tutte le procedure di conservazione e trasporto

eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza

Oltre all’indagine giudiziaria, sono in corso:

un’ispezione della Regione Campania

un accertamento del Ministero della Salute

verifiche interne sull’ospedale Monaldi, struttura dell’Azienda Ospedaliera dei Colli

La decisione della madre e le parole dei medici

Poche ore prima del decesso, la madre di Domenico, Patrizia Mercolino, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, aveva autorizzato le procedure mediche per interrompere l’accanimento terapeutico.

Antonio Corcione, direttore del dipartimento Area critica del Monaldi, aveva spiegato le modalità di accompagnamento al fine vita:

“È sedato, è come fare un’anestesia generale. È garantito che il bambino non sente dolore. Dal punto di vista umano siamo sconvolti”.

La famiglia avrebbe appreso dettagli sulle condizioni del cuore trapiantato solo settimane dopo l’intervento, anche attraverso notizie di stampa.

Caso Domenico, impatto nazionale e reazioni politiche

La morte del piccolo Domenico ha avuto un forte impatto mediatico a livello nazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno espresso vicinanza alla famiglia, assicurando che sarà fatta piena luce sulla vicenda.

L’attenzione ora è rivolta agli sviluppi dell’inchiesta, che dovrà chiarire eventuali responsabilità nel trapianto di cuore eseguito al Monaldi di Napoli e nelle fasi precedenti all’intervento.