Prima il Po, ora il Tevere in secca: il rischio razionamento dell’acqua colpisce anche il Centro Italia

I bacini idrici italiani sono in secca a causa della mancanza di precipitazioni e dell’aumento delle temperature. La situazione di siccità che si sta verificando al Nord ora comincia a colpire anche il centro Italia. Vediamo cosa succede.
Francesco Castagna 20 Giugno 2022

Se Atene piange Sparta non ride. Le ultime ondate di caldo hanno colpito l'intera area del Nord Italia, e negli ultimi anni ha piovuto veramente poco. I danni sono sia di carattere ambientale che economico e sociale. Il Po e i laghi del Nord Italia sono in secca. Le conseguenze sono evidenti sull'ambiente e sulle economie degli agricoltori e degli imprenditori. E in più, come se non bastasse, 125 comuni italiani al Nord Italia sono ora sotto razionamento dell'acqua.

Ora è il turno del centro Italia, che già guardava con preoccupazione la siccità che sta colpendo il Nord. A Roma e nel Lazio, i bacini dei fiumi più importanti, Tevere e Aniene, hanno sempre meno acqua. In alcuni punti della Regione la situazione è così evidente che la differenza rispetto alla norma è di metri. Il rischio, come è accaduto per i comuni del Nord, è il razionamento dell'acqua. Un allarme che per il mese di giugno siamo riusciti a evitare, ma l'aumento delle temperature crea dubbi per i mesi di luglio e agosto.

L'Unione Regionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue (ANBI) denuncia una situazione di scarsità idrica dal 2021, visibile a occhio umano se si percorre il lato del Lungotevere nei pressi del Ministero della Difesa (zona Ponte Giacomo Matteotti, a Roma). Secondo l'Unione Europea, la linea di desertificazione sarebbe arrivata quindi fino in Abruzzo.

Siccità Ponte Matteotti (Roma)
Siccità Ponte Matteotti (Roma)
Fonte: Google Earth
Credits: Google Earth

Allo stato attuale, secondo i dati ufficiali riportati da Anbi, è di un'anomalia nel bacino idrico di -5 cm al giorno di livello. Al momento la situazione è monitorata costantemente per quanto riguarda l'acqua irrigua, ovvero quella che serve agli agricoltori per mandare avanti la propria attività. Tutta la piana dell'agro romano irriga grazie al Tevere, l'altro bacino è quello dell'Arrone (fiume che scorre nella provincia di Roma) che ha una portata minore.

Le operazioni di monitoraggio si stanno svolgendo su tutto il territorio laziale e il Centro di Monitoraggio di Ripetta segnala che rispetto all'anno scorso la differenza è di un metro rispetto all'anno scorso, e il differenziale continua ad aumentare. Secondo Anbi, a Maggio 2004, nel Lazio, sono caduti tra i 20 e i 140 mm di pioggia, quest'anno tra i 10 e i 30 mm.

"Servono delle scelte strategiche e lungimiranti", spiega il Direttore Generale di ANBI Lazio Andrea Renna, "con degli interventi e nuove attività da porre in essere per recuperare l'acqua piovana, che solo nell'11% dei casi viene recuperata". A livello di progettazione manca un piano per recuperare l'acqua e mancano gli invasi per poterlo fare. Renna quindi evidenzia come serva un cambio di visione che passi dall'intervento alla prevenzione.

Un invaso è un sistema artificiale di raccolta dell'acqua piovana, che serve a ridurre i prelievi dai corpi idrici

Il massimo supera di poco il minimo del 2004. Rispetto alla media, si legge sul portale Anbi Lazio, "Il Tevere è circa un metro più basso rispetto la sua normale portata, il fiume Velino nel suo corso risente fortemente del 50% di precipitazioni in meno".

Su tutto il territorio laziale si sta discutendo quindi di un regime di contingentamento idrico, soprattutto per le zone che non sono coperte da fiumi. A Frosinone infatti da quasi 20 giorni si è deciso di razionare l'acqua per gli agricoltori e a Latina se ne sta discutendo in questi giorni.

Anbi e Coldiretti inoltre stanno lavorando a un progetto importante per arginare la scarsità delle piogge: il "piano laghetti". Si tratta della realizzazione di 10mila bacini entro il 2030, per conservare l'acqua piovana per il Paese, che il più delle volte rimane inutilizzata e viene sversata in mare.

Acqua potabile

Cosa succede invece per quanto riguarda l'acqua potabile? Su questo fronte è intervenuta Acea Ato 2, l'azienda che si occupa di distribuire l'acqua nei centri abitati nella zona di Roma e provincia, che dal 2017 ha ridotto le perdite critiche di acqua. Come riporta la società di gestione e sviluppo di reti e servizi idrici, Acea Ato "ha raggiunto un livello di perdite d’acqua pari al 28,6%, considerando un livello medio nazionale che ha un valore pari a circa il 42%". Ma la preoccupazione per luglio, se non dovesse piovere, rimane alta.