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4 Agosto 2021
12:30

È morto Angelo, il cane simbolo dei roghi che hanno colpito la Sardegna

Dopo dieci giorni di agonia, ha smesso di battere il cuore di Angelo, il pastore maremmano rimasto coinvolto negli incendi che hanno devastato la campagna di Tresnuraghes: troppo gravi le ustioni riportate sul suo corpo. Il triste annuncio è stata dato dalla clinica veterinaria Duemari di Oristano, che lo aveva in cura.

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È morto Angelo, il cane simbolo dei roghi che hanno colpito la Sardegna
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"Non soffre più". Con queste lapidarie parole la clinica veterinaria Duemari di Oristano, che stava curando Angelo, ha comunicato la notizia della morte del cane diventato il simbolo della Sardegna martoriata dagli incendi. L'esemplare di pastore maremmano era rimasto intrappolato tra le fiamme dieci giorni fa nelle campagne di Tresnuraghes. Salendo sopra un muretto di pietra, il cane era riuscito a sfuggire al fuoco. Un veterinario di Suni, Angelo Delogu, lo ha poi notato e portato al sicuro. Il cane aveva così assunto il nome del suo soccorritore. Lo stesso Angelo Delogu ha smentito la versione romanzata della vicenda, diffusa in un primo momento, che voleva il cane pastore disposto addirittura a farsi avvolgere dalle fiamme pur di non abbandonare il gregge di pecore.

Fino all'ultimo alla clinica Duemari, dove è stato immediatamente ricoverato Angelo, la speranza era quella di riuscire a salvare il cane, nonostante le sue condizioni critiche. Purtroppo non c'è stato niente da fare: un edema polmonare, complicanza delle gravi ustioni riportate su tutto il corpo, ha fatto precipitare la situazione. Ieri sera è arrivato il triste epilogo. E intanto, nella clinica veterinaria di Oristano continuano ad arrivare animali rimasti feriti nei roghi nel Montiferru e in Planargia. I danni, sia a livello di ecosistema sia a livello economico, causati dalla serie devastanti di incendi che ha colpito l'Oristanese sono incalcolabili. Fare chiarezza sull'accaduto e trovare i responsabili deve diventare adesso la priorità.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.