Ecco come gli USA stanno riconvertendo le vecchie centrali a carbone per fornire energia rinnovabile

Mentre in Italia e in Europa si riaprono le centrali a carbone, negli Stati Uniti i vecchi impianti dismessi vengono utilizzati per fornire energia rinnovabile. Un metodo innovativo per abbattere tempi e costi. Vediamo di cosa si tratta.
Francesco Castagna 18 Luglio 2022

Mentre in Europa si ritorna ancora a bruciare carbone per rispondere alle manovre di Putin sul gas, negli Stati Uniti si pensa di riconvertire le vecchie centrali a carbone per fornire energia rinnovabile. Questi eco-mostri che hanno alimentato per anni l'economia degli Stati Uniti ora trovano una nuova vita grazie a un processo di riadattamento.

Ciò è possibile per un motivo molto semplice ma fondamentale: le centrali a carbone sono già collegate a reti di energia elettrica. Così il governo ha deciso di sfruttare questi impianti per trasformarli in centrali solari, in batterie o in progetti per altre energie rinnovabili.

Il fatto di essere già collegate alla rete elettrica le rende più preziose di quanto si pensi. Costruire da capo i cavi ad alta tensione e le torri ha un costo elevato e richiede tempo. Per questo motivo, per accorciare le tempistiche ed evitare problemi normativi gli Stati Uniti stanno utilizzando questo stratagemma per accelerare la transizione ecologica e smettere il prima possibile di bruciare carbone, scelta che risulta dannosa per l'ambiente oltre che antieconomica.

Un'opportunità da cogliere al volo, quindi, quella di passare rapidamente alle energie rinnovabili. Il piano era già stato annunciato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Nella sua agenda di governo Biden è intenzionato a finanziare il più possibile progetti che permettano una produzione di energia libera dai combustibili fossili entro il 2035, seguendo gli accordi di Parigi del 2015.

Al posto di centrali abbandonate quindi, in Illinois nove impianti diventeranno parchi solari o di stoccaggio a batteria entro tre anni.  Lo stesso sta avvenendo in altri 7 Stati, tra cui il Nevada, il Nebraska e il Minnesota. Nel Massachusetts e New Jersey invece è interessante come due centrali a carbone siano state utilizzate per collegare le turbine eoliche offshore alle reti elettriche regionali.

Riutilizzare vecchi impianti potrebbe essere una delle chiavi fondamentali per la transizione ecologica. Oltre ai costi di realizzazione dei cavi e delle torri, la realizzazione di nuovi impianti per le energie rinnovabili incontra delle forti opposizioni. Nessuno desidera un impianto vicino al luogo dove abita. C'è chi lo ritiene un elemento di disturbo per il panorama e chi un potenziale fattore di riduzione del valore della proprietà. Un altro ostacolo è rappresentato dai tempi burocratici delle autorità di regolamentazione dei progetti.

"La parte più difficile è garantire l'interconnessione e l'accesso alla trasmissione", segnala Lawrence Berkeley National Laboratory, del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti.

Tra i progetti di riconversione spunta anche l'azienda italiana Prysmian Group. In New England la centrale a carbone più grande del Paese, chiusa nel 2017, avrà nuova vita. La Prysmian Group fornirà i cavi per trasformare questo impianto in una fabbrica di cavi sottomarini, che si collegherà alla rete nel punto di interconnessione di Brayton Point.

Un ulteriore ostacolo a una transizione ecologica rapida e giusta è una legislazione confusa in materia. Lo scorso autunno (2021) in Illinois è stata approvata una legge statale, il Climate and Equitable Jobs Act, che impone allo Stato di impegnarsi a portare il settore energetico al 100% privo di anidride carbonica entro il 2045.

In Italia le centrali a carbone sono sette. Sono collocate in Sardegna, Liguria, Veneto, Puglia, Friuli-Venezia Giulia e Lazio ed è previsto che vengano convertite o dismesse entro il 2025, secondo il Piano nazionale integrato per l'energia e il clima del ministero dello Sviluppo Economico. La domanda quindi sorge spontanea: nell'attesa del 2025, perché non prendere spunto dagli Stati Uniti?