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29 Settembre 2019
17:00

Ecco come la natura selvaggia potrebbe salvare la biodiversità

Lo rivela uno studio condotto dal ricercatore Moreno Di Marco e pubblicato su Nature. Le zone incontaminate, vergini rappresentano l’ultimo baluardo di protezione della biodiversità nel mondo, ma sono sempre di meno perché poco tutelate.

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Ecco come la natura selvaggia potrebbe salvare la biodiversità
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Un tempo erano ovunque nel mondo, tutte da esplorare. Oggi le zone del Pianeta in cui la natura regna incontaminata stanno scomparendo sempre più rapidamente. E con loro la biodiversità del Pianeta. Solo dal 1990 la Terra ha perso circa 3 milioni di chilometri quadrati di natura selvaggia, che oggi ricopre soltanto il 20% delle terre emerse. Secondo i dati Ipbes, poi, un milione di specie sono a rischio estinzione. E le cause di questo declino sono quasi tutte di natura antropica.

La prova scientifica puoi trovarla nello studio Wilderness areas halve the extinction risk of terrestrial biodiversity condotto da Moreno Di Marco, ricercatore del dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin dell’Università La Sapienza di Roma. Secondo questa ricerca, pubblicata su Nature il 18 settembre 2019, le zone vergini del mondo agiscono come una sorta di tampone contro la perdita di biodiversità. In pratica, il rischio di estinzione per le specie che vivono in queste aree è esattamente la metà di quello che coinvolge le specie che vivono nelle aree “contaminate” dall’uomo.

Oggi la natura selvaggia ricopre il 20% delle terre emerse.

Quindi, le aree selvagge rappresentano un vero e proprio scudo protettivo per la varietà degli ecosistemi, anche se, purtroppo, non sono abbastanza tutelate. Infatti, molto spesso queste zone si trovano proprio accanto a spazi “antropizzati” e non vengono protette come dovrebbero.

I ricercatori sono anche riusciti a individuare per ciascun continente quali sono le aree che danno il maggior contributo alla salvaguardia della biodiversità locale. Ad esempio, c’è parte parte della Arnhem Land in Australia, aree contigue al parco nazionale Madidi dell’Amazzonia Boliviana, foreste boreali nel British Columbia in Canada, aree di savana della riserva Zemongo nella Repubblica Centroafricana. Queste e altre parti del mondo hanno un valore ambientale altissimo e la loro salvaguardia dovrebbe essere una priorità assoluta, non solo attraverso la difesa dalla degradazione, ma anche possibilmente favorendone un’eventuale espansione.

Fonte | Wilderness areas halve the extinction risk of terrestrial biodiversity, pubblicato su Nature il 18 settembre 2019

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.