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15 Gennaio 2020
11:00

Ecco gli effetti del riscaldamento globale: sull’Everest al posto del ghiaccio cresce l’erba

I ricercatori dell'Università di Exeter, in Inghilterra, hanno utilizzato i dati satellitari della Nasa per misurare l'estensione della vegetazione subnivale sulle catene montuose dell'Himalaya e dell'Hindu Kush e hanno riscontrato una progressiva espansione negli ultimi 25 anni di arbusti e muschi.

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Ecco gli effetti del riscaldamento globale: sull’Everest al posto del ghiaccio cresce l’erba
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Lo chiamano il tetto del mondo. Non è un caso, intorno alle cime dell'Himalaya ti aspetteresti di incontrare solo nevi e ghiacci perenni. E invece ci crescono le piante. Il pianeta si sta surriscaldando a causa del continuo aumento delle emissioni di gas serra, dovuti in particolare alle attività umane. A pagarne le conseguenze sono gli ecosistemi più sensibili, come per esempio l'Artide e l'Antartide, ma anche, per l'appunto, quello della catene montuose dell'Himalaya e dell'Hindu Kush.

La conferma arriva da uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Exeter, in Inghilterra, che sono partiti dall'analisi delle immagini fornite tra il 1993 e il 2018 dai satelliti Landsat della Nasa per indagare lo stato della vegetazione subnivale proprio nell'area delle due catene montuose citate poc'anzi. Piccola parentesi: per vegetazione subnivale s'intende l'insieme delle specie vegetali che crescono tra il piano alpino e il piano nivale, che è il più elevato dei piani altitudinali. In sostanza, si tratta di quelle piante che crescono ai piedi delle nevi perenni.

Gli scienziati hanno constatato un incremento nella copertura vegetale in 4 fasce altitudinali, comprese tra i 4.000 e i 6.000 metri di quota, e una graduale espansione nel corso degli anni di arbusti e muschi anche in aree tradizionalmente coperte da ghiacci perenni (e dunque prive di vegetazione, in teoria) soprattuto nella fascia tra i 5000 e i 5.500 metri di altitudine. Se ci pensi, è un fenomeno alquanto sconvolgente che la vita vegetale si stia espandendo nell'area intorno all'Everest, la montagna più alta del mondo. Ed è una notizia preoccupante non solo perché è il segno tangibile del riscaldamento globale in atto, ma anche perché tutto ciò ha un forte impatto sul ciclo dell'acqua e sull'approvvigionamento idrico dell'intera regione himalayana.

Già un precedente studio della Columbia University di New York ha messo in evidenza che dall'inizio del millennio i ghiacciai dell'Himalaya stanno perdendo mezzo metro di ghiaccio all'anno. Ciò sta causando un aumento delle inondazioni ai danni delle comunità locali e potrebbe portare in futuro a una condizione di siccità nell'area. L'International Center for Integrated Mountain Development, centro di ricerca intergovernativo che monitora l'Hindu Kush e l'Himalaya, prevede che almeno un terzo del ghiaccio presente nella regione che ospita l'Everest e il K2 potrebbe sciogliersi entro la fine del secolo.

Fonte | "Vegetation expansion in the subnival Hindu Kush Himalaya" pubblicato su Global Change Biology il 9 gennaio 2020.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.