Ecco “Made Green in Italy”, il marchio per valorizzare i prodotti italiani più rispettosi dell’ambiente

È pronta a partire la sperimentazione del progetto Life Magis, coordinato da Enea, che vede la collaborazione di diversi partner, tra cui consorzi, università e istituti di ricerca. L’obiettivo è quello di assegnare un riconoscimento a quei prodotti italiani del settore agroalimentare (e non solo) che seguono le indicazioni nazionali ed europee in materia di green economy.
Federico Turrisi 21 gennaio 2020

Già oggi il marchio Made in Italy è sinonimo di alta qualità nel mondo. E se diventasse anche sinonimo di rispetto dell'ambiente? Acquisterebbe sicuramente un prestigio ancora maggiore agli occhi degli acquirenti, non trovi? Anche per questo è nato il progetto Life Magis (MAde Green in Italy Scheme), coordinato da Enea, ossia l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, e co-finanziato dal Programma Ue Life, per diffondere la valutazione dell'impronta ambientale dei prodotti in linea con le iniziative europee per la promozione della green economy.

In sostanza, l'intento è quello di contrassegnare con un nuovo marchio, il "Made Green in Italy" (Mgi), e valorizzare i prodotti che offrono le migliori prestazioni dal punto di vista ambientale. Per farlo, già lo scorso ottobre il Ministero dell'Ambiente aveva pubblicato un bando di finanziamento da 400mila euro per l’elaborazione di "Regole di Categoria di Prodotto", le cosiddette Pcr (Product Category Rules), che servono proprio a stabilire i criteri per la stesura delle dichiarazioni ambientali certificate di una specifica categoria di beni o servizi.

La prossima tappa per l'attuazione del progetto consiste nell'applicazione di queste regole in oltre 21 aziende dei settori coinvolti. Non è interessato solo il mondo dell'agroalimentare (in particolare caffè, formaggio, prodotti da forno, gelati e ortofrutta), che senz'altro è uno dei nostri fiori all'occhiello, ma partecipano all'iniziativa anche i settori legati ai cosmetici, ai serramenti e al pellame. Tant'è che oltre a Enea nell'elenco dei partner figurano anche il gruppo Apo Conerpo, Cosmetica Italia, Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano, Legnolegno, Lineapelle e Unione Italiana Food ma anche atenei e centri di ricerca come la Scuola Universitaria Superiore Sant'Anna di Pisa, l'Istituto per la Bioeconomia del Cnr e l'Università Tecnica di Aquisgrana, in Germania.

L'Enea, nello specifico, si occuperà anche di elaborare una banca dati pubblica per favorire l’adesione delle aziende al marchio Made Green in Italy. Last but not least, c'è tutto l'aspetto riguardante la comunicazione e la valutazione della percezione del marchio da parte dei consumatori. Del resto, siamo proprio noi consumatori con le nostre scelte a determinare le politiche delle aziende: più dal basso proverrà una richiesta di sostenibilità, più le aziende si adopereranno per soddisfare tale richiesta, adottando soluzioni maggiormente green.