Economia circolare, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che recepisce le direttive su rifiuti e imballaggi

Il decreto legislativo n. 152 del 2006 entrerà in vigore il prossimo 26 settembre, attuando due delle quattro direttive che fanno parte del pacchetto economia circolare adottato dall’Unione europea. Previsti target più ambiziosi per il recupero e il riciclo dei rifiuti urbani e un nuovo sistema di tracciabilità.
Federico Turrisi 15 settembre 2020

Cambia la normativa sui rifiuti in Italia. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo del 3 settembre 2020, n. 116 che recepisce due delle quattro direttive (la 2018/851 e la 2018/852) contenute nel cosiddetto "pacchetto economia circolare", approvato dall’Unione Europea nel giugno 2018.

Tante le novità, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani e il riciclo degli imballaggi. Il nuovo decreto, che entrerà in vigore il prossimo 26 settembre, va tra l’altro a modificare in maniera sostanziale la parte IV del decreto legislativo n.152 del 2006, ossia il testo unico in materia ambientale. Al nuovo quadro normativo dovranno adeguarsi tutti i soggetti pubblici e privati che producono, raccolgono, trasportano e trattano i rifiuti.

L'obiettivo principale è incrementare la raccolta differenziata, rendendo più efficiente il ciclo dei rifiuti e migliorando i tassi di recupero e di riciclo. Per questi ultimi sono stati fissati dei nuovi target: 55% entro il 2025, 60% entro il 2030 e 65% entro il 2035. Tra le misure previste dal decreto c'è anche la riduzione del conferimento dei rifiuti in discarica, che nel 2035 dovrà scendere sotto il 10%.

Inoltre, il tasso di riciclo dei rifiuti da imballaggio dovrà complessivamente raggiungere almeno il 65% entro il 2025 e il 70% entro il 2030, con obiettivi differenziati per i singoli materiali. Nel dettaglio, entro il 2025:

  • 50% per la plastica;
  • 25% per il legno;
  • 50% per l'alluminio;
  • 70% per i metalli ferrosi;
  • 70% per il vetro;
  • 75% per la carta e il cartone.

Entro il 2030:

  • 55% per la plastica;
  • 30% per il legno;
  • 60% per l'alluminio;
  • 80% per i metalli ferrosi;
  • 75% per il vetro;
  • 85% per la carta e il cartone.

Ampio spazio è poi dedicato alla revisione della disciplina di legge sulla tracciabilità dei rifiuti. Con il recepimento delle due direttive europee, si prepara il varo del nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, il Rentri, che prenderà il posto del Sistri (che è stato abolito nel 2018 dopo essersi rivelato un'esperienza fallimentare). Il nuovo sistema, si legge nel decreto, si articolerà in due sezioni: la prima, denominata “anagrafica”, comprenderà i dati dei soggetti iscritti e le informazioni relative alle specifiche autorizzazioni rilasciate agli stessi per l’esercizio delle attività di gestione dei rifiuti. La seconda, denominata “tracciabilità”, comprenderà i dati relativi alle singole movimentazioni, nonché le informazioni relative ai percorsi dei mezzi di trasporto.