Ecosistema urbano 2020, migliorano le performance ambientali delle nostre città: Trento, Mantova e Pordenone in testa

Dall’indagine condotta da Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia, sullo stato di salute dei capoluoghi di provincia italiani emergono segnali incoraggianti. Progressi sul fronte del contrasto all’inquinamento atmosferico e su quello della raccolta differenziata dei rifiuti, ma le grandi città presentano maggiori criticità. Nella top ten ci sono nove centri urbani del Nord e uno solo del Sud.
Federico Turrisi 10 Novembre 2020

Mobilità e verde urbano, raccolta differenziata e lotta allo smog. Come se la cavano le città d'Italia? La risposta la puoi trovare nell'ampio dossier "Ecosistema Urbano 2020", curato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e giunto alla sua 27esima edizione. Luci e ombre, se dovessimo riassumere in estrema sintesi il quadro che esce fuori dal rapporto annuale.

Diciamo subito che i dati si riferiscono al 2019, e quindi a un contesto non ancora influenzato dalla pandemia. Sarà interessante vedere nell'edizione del prossimo anno quale sarà l'impatto del Covid-19 e delle misure di contenimento adottate dalle autorità nazionali e locali sulle performance ambientali dei capoluoghi di provincia italiani. Ma intanto diamo un'occhiata alla fotografia scattata dall'edizione presente.

In generale, migliora la qualità dell'aria. Certo, la pianura padana rimane un osservato speciale, ma è confortante la discesa del valore medio delle concentrazioni di biossido di azoto (NO2) e di ozono. Per quanto riguarda le polveri sottili, per la prima volta è rispettato ovunque il valore limite per la protezione umana fissato da una direttiva europea in una media annua di 40 microgrammi per metro cubo. Tutto questo non serve però a impedire che in tre città (Milano, Torino e Padova) il valore di 50 microgrammi per metro cubo sia stato superato per oltre 70 giorni.

Aumentano le piste ciclabili e il volume dei passeggeri serviti dal trasporto pubblico locale

Il motivo è semplice: rimane infatti molto alto il tasso di motorizzazione delle città italiane (siamo a 64,6 auto per ogni 100 abitanti). Più positivo invece è il dato sull'aumento nel 2019 del numero delle persone che sfruttano il servizio di trasporto pubblico locale e dei chilometri di piste ciclabili. La strada da percorrere verso una mobilità più sostenibile è però ancora molto lunga. Cresce anche la disponibilità di spazi verdi: sono 66 le città italiane che hanno almeno un albero ogni 10 abitanti.

L'altro segnale incoraggiante viene dall'incremento della raccolta differenziata, che in un solo anno è passata dal 54,3% al 58,1%, con nove capoluoghi oltre l'80%. Infine, uno sguardo sull'uso di una risorsa preziosa come l'acqua: i consumi domestici si sono ridotti dell'11%, ma la dispersione della rete idrica rimane a livelli intollerabili, oltre al 35%.

I centri urbani al top

Trento e Mantova mantengono come lo scorso anno il primo e il secondo posto nella classifica generale con buone performance complessive. Entrambe hanno un tasso di raccolta differenziata superiore all'80% e registrano per il 2019 un miglioramento negli indici legati all’inquinamento atmosferico.

Conquista il terzo gradino del podio Pordenone, che riduce le concentrazioni di biossido di azoto e addirittura quasi dimezza i giorni di superamento dell’ozono rispetto all’anno precedente. Con l’86,1% la città friulana è la seconda migliore in Italia per tasso di raccolta differenziata, dietro solo a Ferrara. Scende al quarto posto in classifica Bolzano, mentre in quinta posizione troviamo Reggio Emilia, che entra per la prima volta tra le migliori dieci città italiane per vivibilità e performance ambientali. L'unico capoluogo del Sud che figura nella top ten è Cosenza, che occupa l'ottavo posto.

La situazione nelle grandi città

Sono un po' più indietro nella classifica generale di Ecosistema Urbano 2020 le Città metropolitane, che fanno maggiore fatica ad affrontare i problemi che le riguardano. La prima che incontriamo è Bologna, al 16esimo posto. Guadagna posizioni Milano, che si piazza 29esima in graduatoria, attenta negli ultimi anni soprattutto ai temi della mobilità sostenibile, della riforestazione urbana e del contenimento delle perdite lungo la rete idrica (con appena il 13,7% di perdite è la quarta migliore città italiana).

Roma è solo 89esima, penalizzata in particolare da un servizio di trasporto pubblico locale non all'altezza di una grande capitale europea. Torino recupera invece otto posizioni e si classifica 80esima: il capoluogo piemontese paga soprattutto il fatto di essere attanagliato costantemente dallo smog, come confermano i numeri sempre più elevati delle concentrazioni di biossido di azoto e dei giorni di superamento dei limiti dell’ozono. Le grandi città del Sud invece presentano dati non proprio esaltanti per quanto riguarda la raccolta differenziata (Palermo si ferma appena al 19,2%) e la dispersione della rete idrica (a Bari quasi il 50% dell'acqua potabile immessa in rete va sprecata).