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20 Giugno 2019
17:00

Emirates, addio alla plastica monouso sui voli

Dai sacchetti alle cannucce passando dalle posate, la compagnia più importante del Medio Oriente avvia a bordo dei propri aerei una serie di iniziative per ridurre drasticamente l'utilizzo di prodotti monouso in plastica. In alternativa sarà possibile utilizzare articoli realizzati con materiali ecologici.

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Emirates, addio alla plastica monouso sui voli
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Quante volte ti sarà capitato di ordinare una bibita sull'aereo? Il bicchiere in plastica, la cannuccia, magari anche una confezione per la cannuccia stessa. Una scena che potrebbe non ripetersi più se in futuro dovessi volare con Emirates. La più grande compagnia aerea del Medio Oriente, infatti, ha deciso di porsi come un punto di riferimento in fatto di eco-sostenibilità. Come? Rendendo gradualmente tutti i suoi voli plastic free.

Già a partire dal 1 giugno scorso sono state introdotte cannucce di carta biodegradabili al posto di quelle in plastica, ma ora la compagnia con base a Dubai punta a eliminare entro la fine dell'anno altri prodotti monouso, come posate e bicchieri, che verranno sostituiti con materiali ecologici. Non solo. A partire da agosto non saranno più utilizzati i sacchetti di plastica per gli acquisti a bordo: al loro posto buste di carta.

Si prevede che con queste iniziative si eviterà ogni anno il consumo di 81,7 milioni di articoli in plastica. Sempre in un'ottica di sostenibilità la compagnia aerea ha disposto per i suoi voli lo stoccaggio delle bottiglie di plastica a bordo, per poi avviarle a riciclo nella città di Dubai e nel resto del mondo.

Già dal 2017 Emirates ha inoltre introdotto per i passeggeri della classe Economy coperte ecoThread realizzate con bottiglie di plastica riciclate. Ogni coperta è composta da 28 bottiglie. Grazie a questo progetto, secondo le stime della compagnia, si arriverà a risparmiare entro la fine di quest'anno circa 88 milioni di bottiglie di plastica.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.