Estinto a chi? Il raro delfino “comune” ricompare nelle acque dell’Adriatico e di Trieste

L’esemplare era così diffuso nell’Adriatico che per gran parte del XX secolo è stato considerato il cetaceo più presente e abbondante nelle sue acque. Dagli anni ’70 però se ne sono perse le tracce tanto da considerarlo estinto. Una nuova ricerca, invece, avrebbe confermato almeno quattro avvistamenti negli ultimi anni e i dati alimentano la speranza di rivedere, un giorno, il delfino comune nelle nostre acque.
Kevin Ben Alì Zinati 28 Agosto 2020

Forse è presto per esultare, ma potremmo aver messo a segno un altro punto a nostro favore contro l’estinzione di alcuni animali. Hai mai sentito parlare del delfino comune? È una specie rara tipica delle acque del mare Adriatico e di altre parti del Mediterraneo e di cui però, a partire dagli anni ’70, si erano perse le tracce al punto da considerarla estinta. Sembra invece che il delfino comune sia “ritornato”. Lo riporta uno studio della Morigenos Slovenian Marine Mammal Society che riporta diversi avvistamenti al largo delle coste di Trieste e della Slovenia. Prevedere o stimare che questi esemplari ritorneranno nell’Adriatico, purtroppo, è molto difficile: lo studio, però, alimenta la speranza.

Comune, o quasi

Il delfino comune (Delphinus delphis) era una specie animale molto diffusa in alcune zone del mar Mediterraneo e dell’Adriatico, tanto che secondo gli studiosi il delfino comune sarebbe stato il cetaceo più diffuso e abbondante per gran parte del XX secolo nella parte settentrionale del mare. Le cose sarebbero cambiate a partire dagli anni ’70, quando gli avvistamenti sono diventati sempre più rari. Non è passato molto, infatti, prima che il delfino comune venisse considerato estinto a livello regionale: pensa che la popolazione mediterranea è anche tra le specie a rischio estinzione della Lista rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura.

Secondo i ricercatori, oltre alla pesca eccessiva e al degrado dell'ambiente marino, il drastico calo di questi animali sarebbe legato alle uccisioni intenzionali e sistematiche incentivate sia dall'Italia che dall'ex Jugoslavia con il pagamento di ricompense in denaro per ogni esemplare ucciso: i delfini, infatti, erano considerati un parassita in competizione con la pesca.

Le buone notizie

E invece negli ultimi anni i ricercatori avrebbero osservato quattro diversi delfini comuni nel Golfo di Trieste tra il 2009 e il 2012 attraverso avvistamenti di animali vivi o il recupero di esemplari morti. La maggior parte degli avvistamenti riguardava singoli individui adulti ma anche una coppia madre-figlio. Le fotoidentificazioni avvenute attraverso la pinna dorsale avrebbero dimostrato che almeno quattro diversi individui vivi si sarebbero verificate negli ultimi tempi. Ora dobbiamo sperare che gli avvistamenti continuino.