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29 Settembre 2020
12:30

Fa freddo a settembre? Non significa che il riscaldamento globale non esiste

La comunità scientifica è unanimemente concorde sul fatto che il pianeta si sta surriscaldando a un ritmo sempre più preoccupante e che se non riduciamo le nostre emissioni di CO2 andremo incontro a drammatiche conseguenze. Eppure, il negazionismo climatico trova ancora spazio sui mezzi di informazione in Italia.

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Fa freddo a settembre? Non significa che il riscaldamento globale non esiste
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Se ti lamenti che in questo periodo fa più freddo del solito e dunque deduci che il cambiamento climatico forse è solo un pretesto usato dai giovani per marinare la scuola il venerdì, allora significa che non hai capito proprio un bel niente. Ci perdonerai se siamo così diretti, ma è la dura verità. Questa mattina sul quotidiano Libero, a corredo della notizia sulle minime più basse della media registrate in questi giorni in Italia, sono apparsi dei titoli a dir poco fuorvianti: "Gelata l'ideologia del riscaldamento globale", "La natura smentisce Greta (Thunberg, ndr)".

È vero: la scorsa domenica la stazione di Milano Linate ha rilevato 4 gradi centigradi, la seconda minima più bassa per settembre da quando abbiamo a disposizione osservazioni meteorologiche, dietro soltanto a quella del settembre 1972 (quando il termometro si fermò a 3 gradi). Ma è comunque un dato isolato. Possiamo estrapolarlo da tutto il contesto per arrivare a dire che è da corvi del malaugurio richiamare l'attenzione sull'emergenza climatica? Le variazioni della temperatura nel corso dell'anno non sono certo una novità. Quando in Italia arriva una perturbazione dalla Scandinavia, trascinata da correnti d'aria fredda, è normale che la colonnina di mercurio scenda.

Quello a cui dobbiamo prestare maggiore attenzione è il dato relativo alla media annuale delle temperature, che poi dobbiamo mettere a confronto con la serie storica. Il quadro che emerge è molto chiaro: dagli anni Cinquanta il pianeta si sta surriscaldando e la responsabilità principale è da attribuire all'aumento vertiginoso dei gas a effetto serra (soprattutto anidride carbonica) presenti nell'atmosfera.

Dagli anni Ottanta a oggi la temperatura media in Italia è cresciuta di 0,45 gradi ogni dieci anni

Il fenomeno tocca anche l'Italia. Dagli anni Cinquanta a oggi la temperatura media nel nostro Paese è cresciuta di circa 0,25 gradi Celsius ogni dieci anni; dagli anni Ottanta a oggi di 0,45 gradi ogni decennio. Dato quest'ultimo che conferma che il cambiamento climatico in Italia è in fase di accelerazione. Basta consultare i numeri forniti dal database di climatologia storica dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr).

Evitiamo allora di cadere nella trappola delle conclusioni semplicistiche del tipo "ma quale riscaldamento globale, fa freddo!". I media facciano la loro parte, informando in maniera corretta. Tutti i giornalisti devono seguire un codice deontologico e pubblicare notizie vere e complete, controllando sempre le fonti. Fa più freddo del solito a settembre? Ti metti il maglione, punto. Ma questo non ti autorizza a dire castronerie sul clima che cambia.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.