Fa troppo caldo, ma non per gli animali: da Matera a Firenze, i cavalli lavorano e muoiono stremati dalle temperature record

L’ondata di caldo che colpisce l’Italia non è abbastanza per fermare le carrozze di turisti trainate dai cavalli: in Basilica un esemplare è morto dopo essersi accasciato al suolo, a Firenze un altro è stato immortalato con le zampe a terra, mentre un terzo è deceduto in Sardegna durante una celebrazione tradizionale. L’esempio del sindaco di Pisa è una mosca bianca in mezzo a continue violazioni dei diritti animali.
Alessandro Bai 4 Luglio 2022

Se il caldo intenso delle ultime ore ci porta a uscire di casa meno spesso, e a sconsigliarlo soprattutto alle persone a rischio, lo stesso scrupolo evidentemente non vale per gli animali. Nel giro di poche ore, prima a Matera e poi a Firenze, due cavalli stremati dalle temperature record si sono accasciati al suolo, incapaci di proseguire nell'attività in cui erano impegnati, che purtroppo consisteva nel trasportare una carrozza con a bordo dei turisti.

La sorte è stata tragica in particolare per l'animale che percorreva la Statale 7, a pochi passi dall'ingresso nel centro urbano della "Città dei Sassi", in Basilicata: il cavallo non si è più rialzato ed è morto poco dopo, scatenando l'immediata reazione dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA), che ha dichiarato di voler inviare un esposto alla procura della repubblica di Matera per accertare le circostanze del decesso, aggiungendo inoltre che "con queste temperature far muovere i cavalli a traino di carrozze e qualsiasi altro mezzo mette a repentaglio la salute degli stessi animali e che tale comportamento potrebbe essere inquadrato nel reato di maltrattamento di animale ai sensi dell'articolo 544 del codice penale".

È più sfumata invece la vicenda accaduta nel capoluogo toscano, dove un cavallo che trainava una carrozza di turisti è stato immortalato con le zampe posteriori a terra, in uno scatto diventato rapidamente virale. Tuttavia, come riportato anche dal Corriere Fiorentino, gli esercenti presenti sul posto sostengono che l'animale sarebbe solamente inciampato a causa della mancanza di aderenza degli zoccoli sul selciato, con il fiaccheraio pronto ad aiutarlo ad alzarsi dopo aver fatto scendere i turisti.

Si tratta in ogni caso di dettagli che poco incidono sulla valutazione globale di una situazione chiaramente paradossale, che vede gli animali costretti a svolgere ogni tipo di attività persino sotto temperature che sono considerate proibitive per l'essere umano ma non per altre creature, naturalmente senza che esista una valida ragione. A dimostrarlo c'è anche un terzo episodio denunciato da AIDAA relativa ad un altro cavallo morto in provincia di Oristano, in Sardegna, "durante la tradizionale Ardia in onore di Santa Maria della Rosa": l'equino sarebbe crollato a terra senza più riprendersi durante il secondo dei tre giri previsti intorno alla chiesa situata alla periferia del paese.

È evidente che le (poche) regole al momento esistenti, come quella in vigore a Firenze che vieta l'utilizzo di animali da soma o da traino con temperature superiori a 35 gradi all’ombra, non sono abbastanza e soprattutto non tengono conto di un quadro climatico anomalo, con i diritti degli animali puntualmente relegati all'ultimo posto della lista relativa agli aspetti su cui intervenire in situazioni straordinarie e non. Insomma, niente di nuovo sotto al sole: ben vengano i consigli su come mantenersi idratati e le raccomandazioni per non uscire nelle ore più calde, ma non sia mai che queste preoccupazioni riguardino anche gli animali, specialmente se costretti a lavorare per fare sì che le attività di svago degli esseri umani non si fermino mai.

In questo quadro davvero triste, un briciolo di speranza arriva da decisioni tanto rare quanto importanti come quella del sindaco di Pisa Michele Conti, che il 29 giugno ha annunciato l'entrata in vigore di un'ordinanza che "vieta fino al 15 settembre, dalle ore 11.30 alle ore 16.30, la circolazione delle vetture pubbliche a trazione animale". Nel post pubblicato contenente il provvedimento, Conti ha poi commentato: "Non possiamo consentire che i cavalli che trainano carrozze piene di turisti siano fatti lavorare nelle ore più calde di questa estate torrida. Per me, come per molti cittadini e rappresentanti delle associazioni, la tutela degli animali è una priorità".