Per diciotto anni è stato conosciuto dal pubblico come “il buon Fabio” di Striscia la Notizia. Oggi Fabio De Nunzio ha raccontato

a Fanpage.it il suo percorso fatto di successi, difficoltà e rinascita.
A 61 anni, l’ex inviato del programma di Canale 5 ripercorre una vita segnata da momenti complessi: dal bullismo subito durante l’infanzia fino allo scandalo che nel 2015 ha coinvolto il duo Mingo e Fabio.
Una storia che, dopo anni difficili, lo ha portato a dedicarsi soprattutto all’aiuto delle persone vittime di violenza e bullismo.
Gli inizi di Fabio De Nunzio e la nascita del duo Mingo e Fabio
Prima della televisione nazionale, Fabio De Nunzio coltivava il sogno dello spettacolo.
Durante gli anni del liceo aveva iniziato a lavorare come speaker radiofonico e, dopo il diploma, aveva fatto esperienza nei villaggi turistici. Proprio al liceo scientifico aveva conosciuto Domenico De Pasquale, conosciuto come Mingo.
Da quella amicizia è nato il duo Mingo e Fabio, protagonista di diverse esperienze nelle emittenti locali pugliesi come Telenorba e Antenna Sud.
Un percorso comune a molti artisti partiti dalle televisioni regionali, che hanno trovato proprio in quelle realtà il primo spazio per crescere.
Il successo a Striscia la Notizia: nasce il “buon Fabio”
Nel 1997 arriva la svolta con Striscia la Notizia.
L’idea del personaggio silenzioso di Fabio De Nunzio fu di Antonio Ricci. Una scelta inizialmente difficile da accettare per l’attore, abituato a parlare e condurre eventi, ma diventata poi il tratto distintivo del suo personaggio.
Il “buon Fabio” conquistò il pubblico proprio grazie al suo modo particolare di comunicare:
il silenzio come elemento caratterizzanteil ruolo di osservatore delle ingiustizieil rapporto diretto con le persone incontrate durante i servizi
Molti spettatori arrivavano persino a chiedergli perché non parlasse, trasformando quella particolarità in un vero marchio riconoscibile.
I servizi di Mingo e Fabio a Striscia: l’aiuto alle persone
Durante gli anni a Striscia la Notizia, il duo si occupava soprattutto di segnalazioni arrivate dal territorio.
Fabio De Nunzio ha raccontato che il loro lavoro era concentrato sulle difficoltà quotidiane delle persone, soprattutto quelle con disabilità o problemi legati all’accessibilità.
I servizi riguardavano diverse regioni del Sud Italia, tra cui:
PugliaCalabriaCampaniaBasilicata
L’obiettivo, secondo il racconto di De Nunzio, era portare attenzione su situazioni spesso ignorate.
Lo scandalo del 2015 e il licenziamento da Striscia la Notizia
Nel 2015 arriva il momento più difficile della sua carriera.
Il Gabibbo annunciò in diretta televisiva la sospensione e poi il licenziamento di Mingo e Fabio. La vicenda riguardava alcuni servizi risultati falsi, tra cui quelli su una presunta maga e un finto avvocato.
De Nunzio ha raccontato di aver vissuto quel periodo come un trauma:
“Mi è crollato il mondo addosso. La mia vita, la mia reputazione e la mia dignità sembravano distrutte”.
L’ex inviato ha spiegato di non essere stato a conoscenza dei fatti contestati e di aver vissuto mesi molto difficili dal punto di vista personale e professionale.
Successivamente, secondo quanto riportato nell’intervista, le indagini della Procura di Bari hanno stabilito la sua estraneità alla vicenda.
Fabio De Nunzio dopo Striscia: “Mi sarebbe piaciuto tornare”
Dopo lo scandalo, Fabio De Nunzio ha cercato di ricostruire la propria vita professionale.
L’ex inviato ha raccontato di aver ricevuto sostegno da molte persone e di aver trovato nuove opportunità, tra cui il ruolo di inviato nella trasmissione Il Caffè di Rai1 grazie all’autore Andrea Di Consoli.
Riguardo a Striscia la Notizia, ha spiegato di essere dispiaciuto per la chiusura del programma, ricordando il ruolo che aveva avuto nell’aiutare cittadini e denunciare problemi.
Fabio De Nunzio contro il bullismo: la battaglia dopo le difficoltà personali
Oggi Fabio De Nunzio è presidente dell’associazione “Bullismo, no grazie”, con cui incontra studenti, famiglie e insegnanti.
Il tema lo riguarda da vicino: durante l’infanzia ha vissuto episodi di bullismo legati anche ai problemi di salute e al peso.
Quell’esperienza personale è diventata la motivazione per aiutare altri ragazzi.
Negli ultimi anni, insieme all’associazione, ha raccontato di aver incontrato oltre 200mila giovani nelle scuole italiane, affrontando temi come:
bullismoviolenza tra coetaneiisolamento socialedifficoltà familiariIl messaggio di Fabio De Nunzio ai genitori
Secondo De Nunzio, uno degli strumenti più importanti per aiutare i ragazzi è il dialogo.
Il suo appello alle famiglie è quello di dedicare più tempo all’ascolto dei figli, creando uno spazio in cui possano raccontare problemi e difficoltà senza paura.
“Bisogna ritornare al dialogo”, è il messaggio che porta negli incontri con studenti e genitori.
Il futuro: tornare in televisione per parlare di bullismo
Fabio De Nunzio non esclude un ritorno in televisione, questa volta per portare al centro il tema della violenza e del bullismo.
Il suo obiettivo è creare uno spazio capace di dare voce alle famiglie e offrire strumenti utili attraverso il confronto con esperti.
Dopo una carriera fatta di televisione, difficoltà e ripartenze, oggi il suo impegno principale resta quello di aiutare chi vive situazioni di sofferenza.