Quanto conta la frequenza dell’attività sessuale per la nostra salute? Secondo un recente studio pubblicato sul Journal of Psychosexual Health, moltissimo. I ricercatori della Walden University, in Pennsylvania, hanno analizzato il comportamento sessuale di 14.542 adulti tra i 20 e i 59 anni per valutare l’impatto della sessualità sul rischio di mortalità.
Il dato più sorprendente emerso dall’indagine riguarda le donne: quelle che fanno sesso almeno una volta a settimana hanno mostrato un rischio di morte inferiore del 46% rispetto a chi ha rapporti meno frequenti.
🔍 Il beneficio è stato osservato esclusivamente nel campione femminile, suggerendo una differenza di impatto tra i due sessi.
I dati dello studio: oltre 14.000 partecipanti analizzati
Lo studio ha utilizzato i dati del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), raccolti tra il 2005 e il 2010, per esaminare abitudini sessuali, salute mentale e mortalità. L’età media del campione era di 46 anni.
Tra le informazioni raccolte:
Frequenza dell’attività sessuale
Livelli di depressione
Dati clinici (come l’infiammazione misurata tramite la proteina C-reattiva)
Sesso regolare e infiammazione: un legame documentato
Tra i partecipanti, chi aveva una bassa frequenza sessuale mostrava spesso livelli più alti di infiammazione e maggiori segnali di depressione. Due fattori fortemente legati al rischio di sviluppare patologie croniche e peggiorare la qualità della vita.
I ricercatori hanno poi analizzato i dati sulla mortalità:
Le donne con meno di un rapporto sessuale a settimana avevano un rischio di morte maggiore del 70%.
Dopo aver escluso fattori come età, condizioni mediche e stile di vita, la differenza si è stabilizzata in un +46% di rischio per chi aveva una frequenza sessuale bassa.
Nei maschi, la relazione tra frequenza sessuale e mortalità non è risultata statisticamente significativa. Tuttavia, uno scenario diverso è emerso per chi soffriva di depressione:
🧠 Uomini e donne depressi con una vita sessuale attiva mostravano un tasso di mortalità inferiore del 197% rispetto a chi, pur essendo depresso, aveva una bassa frequenza sessuale.
I ricercatori hanno sottolineato che l’attività sessuale ha un impatto concreto sia sulla salute fisica che su quella mentale. Il desiderio sessuale è spesso compromesso in chi soffre di disturbi psicologici, ma allo stesso tempo, una vita sessuale regolare può:
Conclusioni: una vita sessuale attiva è un indicatore di benessere
Lo studio americano conferma una realtà spesso sottovalutata: la frequenza dei rapporti sessuali è strettamente legata alla salute generale, in particolare per le donne. Avere una vita sessuale soddisfacente potrebbe diventare un vero e proprio indicatore di benessere psicofisico.