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9 Settembre 2019
18:00

Federica Gasbarro a New York con Greta Thunberg: l’attivista di Fridays for Future sarà al summit Onu sul clima

Lei e Greta si erano già incontrate a Roma lo scorso aprile. Adesso per Federica, una dei portavoce del movimento Fridays for Future nella capitale, è pronto un biglietto per New York, dove il prossimo 21 settembre interverrà all'importante vertice giovanile delle Nazioni Unite sul clima.

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Federica Gasbarro a New York con Greta Thunberg: l’attivista di Fridays for Future sarà al summit Onu sul clima
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"Una grande emozione, non me l'aspettavo proprio". Non nasconde la sua sorpresa Federica Gasbarro, 24 anni, studentessa di Scienze biologiche. Lei l'abbiamo imparata a conoscere soprattutto per il suo attivismo ambientale e per essere una dei portavoce del movimento Fridays for Future a Roma. Aveva mandato la sua application alle Nazioni Unite per partecipare al vertice dei giovani sul clima, che si terrà a New York il prossimo 21 settembre, e il 15 agosto è arrivata la mail con la buona notizia. Federica è stata selezionata e partirà alla volta della Grande Mela: sarà l'unica italiana che avrà la fortuna di partecipare all'evento che avrà come tema centrale la lotta contro il cambiamento climatico. E a New York rivedrà Greta Thunberg. Le due si erano già incontrate a Roma, in piazza del Popolo, in occasione del Climate strike dello scorso 19 aprile.

Federica, che cosa ti aspetti dal vertice Onu di New York sul clima?

Oltre a essere un grande onore, è una bella responsabilità rappresentare i giovani del mio paese in un palcoscenico di questa portata. Sarà un dialogo intergenerazionale. Per noi giovani sarà anche la dimostrazione concreta che vogliamo impadronirci di un futuro quanto mai incerto, che sembra sfuggirci di mano. Mi auguro che sia il luogo di impegni e accordi a livello internazionale che finalmente daranno il via al cambiamento che tutti auspichiamo.

Quali proposte porterai a New York?

Uno dei progetti che ho intenzione di presentare riguarda un bioreattore che sfrutta la capacità delle alghe di assorbire l'anidride carbonica. Al momento, che io sappia, solo un'azienda francese sta sperimentando una soluzione del genere. Questi organismi sono ancora più "performanti" degli alberi da questo punto di vista e occupano soprattutto meno spazio. Secondo me vale la pena investirci: immagina i suoi benefici se si mettesse un bioreattore in una piazza molto trafficata di Roma, per esempio.

Una volta tornata in Italia da New York, che cosa deve approvare l'assemblea delle Nazioni Unite per dirti contenta?

Bella domanda! Posso tornare soddisfatta da New York se oltre agli accordi e agli impegni presi vedrò seguire anche misure concrete. Quindi forse posso rispondere a questa domanda tra qualche mese. Di accordi ne sono già stati presi tanti, ma il problema è che non vengono rispettati. Il mio obiettivo non è far firmare; quello spetta al Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. Quello che io e molti altri giovani andiamo a chiedere ai grandi del pianeta è concretezza. Bisogna agire subito. Non deve essere solo una dichiarazione di intenti.

E l'Italia? Come vedi il nuovo governo?

Tengo a sottolineare che il nostro movimento, Fridays for Future, è apartitico. Non vogliamo essere strumentalizzati da nessuno. So solo che alle promesse devono seguire i fatti anche in Italia, perché le emissioni di gas serra continuano a salire. La prima cosa che devono fare i politici, quella che sta proprio alla base di tutte le misure che dovrebbero essere prese in futuro, è ascoltare la scienza. Partiamo da qui per elaborare piani concreti, investire nelle energie rinnovabili e avviarci verso un modello economico veramente sostenibile. Nel nome di una giustizia climatica, che dunque non porti a creare diseguaglianze sociali: a tutti bisogna garantire gli stessi mezzi per adottare scelte di vita ecosostenibili. Magari si potesse garantire a tutti di non prendere l'aereo per andare negli Stati Uniti, ed evitare così di emettere grandi quantità di CO2!

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.