Fermata “zero emissioni”: come rivoluzionare la mobilità delle città può aiutarci a combattere l’inquinamento atmosferico

Ridurre le emissioni che ogni anno immettiamo in atmosfera grazie alle nostre abitudini non è semplice e non sempre dipende da noi. Per poter compiere scelte sostenibili, infatti, è necessario averle a disposizione, in un circolo virtuoso che vede protagonisti al tempo stesso cittadini e amministrazioni. A cominciare dai luoghi in cui, ogni giorno, ci muoviamo: le città.

21 Settembre 2020
9:00
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Fermata “zero emissioni”: come rivoluzionare la mobilità delle città può aiutarci a combattere l’inquinamento atmosferico
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Per spostarsi dentro e fuori dalle città, le possibilità a nostra disposizione sono tantissime. Ci sono le automobili, le moto, gli scooter, gli aerei, le navi ma anche i mezzi pubblici, le biciclette, i monopattini, lo sharing. Tieni bene a mente queste ultime opzioni, perché si tratta di modalità di spostamento strategiche per combattere l’inquinamento atmosferico che, oltre a minacciare la salute di chi abita i grandi centri, contribuisce in modo consistente al riscaldamento globale, una delle maggiori minacce ambientali del nostro tempo.

Complessivamente, infatti, a causa del nostro costante impiego di combustibili fossili, che utilizziamo per scaldare le nostre case, produrre energia e anche per spostarci rapidamente, ogni anno immettiamo in atmosfera circa 35 miliardi di tonnellate di CO2. Una cifra altissima che il Pianeta non è in grado di assorbire autonomamente né attraverso le foreste né attraverso gli oceani. Per questa ragione, il percorso per il raggiungimento dell’obiettivo “zero emissioni nette” che molte realtà nel mondo si sono poste, tra le quali l’Unione europea, può essere facilitato da un cambiamento nel nostro modo di spostarci e di usufruire degli spazi urbani. E non parlo soltanto di acquistare auto elettriche utilizzando gli ecobonus offerti dal Governo. Ciò di cui abbiamo bisogno è un ripensamento totale del tessuto urbano delle grandi città. Città che devono avere meno auto e più biciclette, meno corsie veloci e più piste ciclabili, meno parcheggi e più spazi di condivisione in cui trascorrere del tempo, respirare, condividere.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.