Fionn Ferreira, il 18enne che ha creato un sistema per ripulire l’acqua dalle microplastiche

Originario dell’Irlanda, il giovanissimo scienziato ha verificato che, attraverso un processo chimico che sfrutta un liquido polarizzato, l’acqua veniva ripulita in media dell’87% dai frammenti di plastica. Il metodo di depurazione da lui congegnato gli è valso il primo premio alla Google Science Fair, una delle più importanti competizioni scientifiche rivolte ai giovani.
Federico Turrisi 14 agosto 2019

Sono una minaccia non solo per l'ambiente e per tutte le specie marine, ma anche per la salute umana. Secondo una ricerca australiana commissionata dal WWF in media ne mangiamo 5 grammi alla settimana. Di che cosa sto parlando? Sono le microplastiche, quelle piccolissime particelle di plastica (le cui dimensioni variano dai 330 micrometri ai 5 millimetri) che stanno inquinando e soffocando i mari del nostro pianeta.

Un problema a cui è sensibile Fionn Ferreira, ragazzo irlandese di 18 anni appassionato di chimica, che ha deciso di dare il suo contributo per ridurre l'inquinamento da microplastiche. Nella sua casa di Ballydehobm, sperduto villaggio costiero nella contea di Cork, ha dato vita a un piccolo laboratorio e ha messo a punto un metodo di depurazione delle acque di scarico che gli è valso il primo premio (50 mila dollari) alla Google Science Fair, la competizione che valorizza i progetti più innovativi creati da ragazzi tra i 13 e i 18 anni.

Ti starai chiedendo di che cosa si tratta. Ebbene, Fionn si è servito di un ferrofluido, ossia di un liquido fortemente polarizzato a causa della presenza di un campo magnetico, per ripulire in un rapido lasso di tempo l'acqua e sottrarre i frammenti microscopici di plastica. In realtà, non ha fatto altro che applicare alle microplastiche l'intuizione di un ricercatore ben più affermato, Arden Warner, fisico della Fermi National Accelerator Laboratory di Chicago, autore di una ricerca in cui sosteneva la possibilità di utilizzare la polvere di magnetite, un ossido di ferro presente in natura e innocuo per le forme viventi, per ripulire le acque contaminate da sversamenti di petrolio.

Fionn ha quindi testato la sua teoria su dieci tipologie di plastica tra le più diffuse e anche sulle fibre sintetiche rilasciate dai tessuti dopo un lavaggio in lavatrice e ha poi esaminato i campioni tramite un microscopio digitale e uno spettrometro fatto in casa. I risultati da lui raggiunti sono davvero impressionanti: l'acqua è stata ripulita dalle microplastiche in media di circa l'87%. La scoperta di Fionn potrebbe trovare un'applicazione pratica nei sitemi di filtraggio delle acque reflue dei centri abitati e degli impianti industriali e rivoluzionare così i metodi di contrasto all'inquinamento da microplastiche.