Gennaio 2026 ha portato con sé un'ondata di freddo che ha colpito gran parte dell'Italia, con temperature che si sono abbassate a livelli decisamente invernali, ricordando quelle più rigide che si verificavano in passato. Ma quanto durerà questo gelo? A rispondere a questa domanda è il climatologo Luca Mercalli, che ha spiegato le dinamiche di questo fenomeno climatico, pur rassicurando che non si tratta di un inverno particolarmente lungo o persistente.
Un ritorno al freddo tradizionale
"Questo inverno è freddo come una volta", afferma Mercalli. "Il clima di gennaio ha ripreso caratteristiche tipiche di un periodo invernale che non vedevamo da tempo, con picchi di freddo che fanno pensare a un ritorno alle tradizioni climatiche delle stagioni passate". Un inverno caratterizzato da temperature sotto la media stagionale, nevicate diffuse nelle regioni del Nord, e gelate intense anche nelle zone di pianura. A sorprendere è la rapidità con cui questo fenomeno si è manifestato, nonostante le tendenze climatiche degli ultimi anni, sempre più influenzate dal riscaldamento globale.
Secondo Mercalli, questo tipo di inverno non è del tutto inaspettato, ma rappresenta un ritorno a situazioni che, nel passato, erano frequenti, sebbene ora possano sembrare più rare o anomale. La presenza di un inverno gelido è una conseguenza diretta dei cambiamenti climatici che, pur determinando un aumento della temperatura media globale, non impediscono l’arrivo di ondate di freddo improvvise e intense, che si alternano a periodi più miti.
Le previsioni per i prossimi giorni: l'arrivo delle correnti più umide
Tuttavia, se il freddo attuale ha colpito in modo significativo, Mercalli avverte che la situazione non durerà a lungo. Le previsioni indicano che, nelle prossime ore, una serie di correnti più umide arriveranno sul nostro Paese, con l'effetto di far risalire gradualmente le temperature. Questo cambiamento è atteso già a partire dal fine settimana, quando il clima più secco e gelido lascerà spazio a un’influenza atlantica che porterà maggiore umidità.
"Le correnti più umide che si stanno avvicinando al Mediterraneo cambieranno il quadro meteorologico", afferma il climatologo. "Ci aspettiamo un progressivo innalzamento delle temperature, in particolare nelle regioni centrali e meridionali. Il freddo intenso che ha caratterizzato questi primi giorni di gennaio, quindi, avrà vita breve".
Le correnti umide, provenienti da sud-ovest, porteranno a un graduale scioglimento della neve nei territori più colpiti e a un abbassamento del rischio di gelate notturne. Al contempo, però, si attende un aumento della nuvolosità e, in alcune aree, anche delle precipitazioni, che potrebbero manifestarsi sotto forma di pioggia o di nuove nevicate in alta quota.
Le implicazioni dei cambiamenti climatici
Questo periodo di gelo, seppur breve, è un segnale che non si può ignorare. Mercalli sottolinea infatti che il clima italiano sta attraversando una fase di transizione, con ondate di freddo che si alternano a periodi più miti. "Quello che osserviamo è una continua alternanza di eventi estremi", spiega il climatologo. "Se da un lato, l'inverno può sembrare più rigido, dall'altro le estati diventano sempre più calde e intense, con periodi di siccità che stanno caratterizzando gli ultimi anni".
Secondo Mercalli, l'alternanza tra caldo e freddo, sebbene possa sembrare normale, è un chiaro segnale dell’influenza dei cambiamenti climatici globali. I modelli di previsione del clima hanno indicato un aumento della frequenza di eventi estremi, che si manifestano in un mix di calore intenso d’estate e gelate in inverno. Un fenomeno che potrebbe diventare sempre più comune nei prossimi decenni, se non si adotta un piano serio di mitigazione delle emissioni di gas serra.
Un inverno breve, ma intenso
Nonostante la breve durata del freddo, le previsioni meteo confermano che gennaio continuerà a essere un mese particolarmente rigido, con alcune zone che potrebbero vedere temperature ben al di sotto dello zero. Le condizioni climatiche saranno quindi un mix di giorni molto freddi alternati a periodi di maggiore umidità, che potrebbero portare a fenomeni di nebbia e a improvvise nevicate, in particolare nelle zone montuose.
Tuttavia, come sottolineato dal climatologo, il quadro complessivo non suggerisce che quest'inverno si protrarrà a lungo. Già da metà mese, le temperature inizieranno a risalire, portando un clima più mite che caratterizzerà la seconda metà di gennaio. Questo fenomeno è tipico di un inverno breve, che è stato spesso osservato negli ultimi decenni, e che pare destinato a ripetersi anche in futuro.