Giornate di fuoco in Spagna: gli incendi colpiscono la penisola. Nella Sierra de la Culebra il più esteso da 10 anni

In Spagna è scoppiato un incendio come non si verificava da almeno 10 anni. Un danno per l’ambiente e per la biodiversità. Vediamo cosa è successo.
Francesco Castagna 21 Giugno 2022

Con più di 30mila ettari di terreno completamente bruciati, la Spagna sta vivendo un incubo a occhi aperti. La Sierra de la Culebra, la catena montuosa della Castiglia e Léon, nella Spagna nord-occidentale nella provincia di Zamora è vittima di un incendio che sta devastando l'intera area e che sta impiegando le unità dei vigili del fuoco spagnoli nelle operazioni di spegnimento del rogo.

Tutta la zona della Navarra, la più colpita da questa calamità a causa dell'eccessivo caldo, è stata evacuata. Inoltre, in altre otto località è stata disposta l'evacuazione a causa della situazione ingestibile. Centinaia le persone che hanno dovuto lasciare la propria abitazione in diverse zone della Spagna. Il danno è stato di così grandi dimensioni che la linea dell'Alta velocità che collega la Galizia alla capitale Madrid è stata interrotta, anche se il rogo sembra ormai contenuto. Resta comunque una forte allerta.

Il 17 giugno su twitter il presidente Pedro Sanchez ha scritto: "Tutto il nostro sostegno alle Comunità Autonome che stanno risentendo degli incendi in questi giorni di caldo intenso e il nostro ringraziamento a tutte le truppe che lavorano per spegnerli. Evitiamo il fuoco tra tutti. Prendiamoci cura di noi stessi e prendiamoci cura anche del nostro ambiente".

L'agenzia Reuters riporta una situazione diffusa in tutta la Spagna, in cui i vigili del fuoco dell'Unità militare di emergenza spagnola hanno combattuto per giorni nella provincia di Navarra e hanno fatto evacuare i residenti vicino alla città di Artazu.

I danni sulla biodiversità

Come riporta l'agenzia spagnola Efe Verde, l'incendio ha portato alla distruzione, nell'arco di cinque giorni, di flora e fauna. Ci sono state conseguenze su migliaia di insetti, milioni di api e altri impollinatori. E ancora, mantidi religiose, farfalle, scoiattoli, serpenti e lucertole. Inoltre, il rogo ha devastato l'habitat di molte specie di uccelli come le aquile di mare, uccelli da richiamo, gruccioni e passeri.  La terra ormai è arida ed è rimasta solo la cenere, per questo motivo si sta prendendo in considerazione di ripiantare specie vegetali non pirofile, come le querce, le sughere e i corbezzoli.