Giuseppe Paschetto, l’insegnante ambientalista: “Dobbiamo rendere i giovani protagonisti del cambiamento”

In occasione della Giornata della Terra, abbiamo deciso di affidarci alle parole di Giuseppe Paschetto, insegnante ambientalista ora in pensione che l’anno scorso è stato selezionato tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize 2019.
Sara Del Dot 22 aprile 2020

Ha basato la sua carriera di insegnamento sulla partecipazione e la consapevolezza attiva lasciando da parte la tradizionale dicotomia “insegnante-studente” in cui l’uno sta alla cattedra e spiega e l’altro ascolta in silenzio.

Per questo, e per tanti altri meriti, Giuseppe Paschetto, docente di matematica e scienze alla scuola media di Mosso, nel Biellese, ora in pensione, è stato annoverato come unico italiano tra i 50 finalisti al Global Teacher Prize 2019, il riconoscimento che premia i migliori insegnanti al mondo.

Paschetto, infatti, ha scelto di mettere al centro la felicità dei suoi studenti e la voglia di fare la differenza nel mondo. Anche da un punto di vista ambientale. E questo si può fare lasciando da parte carta e penna e aprendo la mente alla condivisione e alla partecipazione. Per questo i suoi studenti hanno imparato a differenziare correttamente i rifiuti dopo aver costruito i propri contenitori, si sono avvicinati alla natura grazie al gruppo alpinistico con cui svolgono numerose escursioni, e soprattutto hanno deciso di cambiare le cose riguardo situazioni apparentemente inamovibili. Come quando hanno salvato l’isola sarda di Budelli grazie alla campagna “Non si s-Budelli l’Italia” in cui hanno raccolto oltre 3 milioni di euro per sottrarla alla speculazione, o quando si sono recati a Verona, in occasione della conferenza di un fotografo, per acquisire informazioni e conoscenza sul tema delle mangrovie tropicali e hanno iniziato a fare informazione per sensibilizzare i cittadini sul problema.

Giuseppe Paschetto ha capito che i suoi studenti, anche se molto giovani, sono perfettamente in grado di appassionarsi, progettare, imparare e soprattutto insegnare. È stato chiaro quando hanno tenuto conferenze per spiegare a persone molto più grandi di loro tematiche di cui solo loro erano a conoscenza in maniera approfondita. Perché? Forse perché il loro insegnante ha saputo mostrare loro il potenziale di cui erano portatori, offrendo la possibilità di diventare cittadini veri, attivi, partecipativi.

Per questo, in occasione della Giornata della Terra noi abbiamo deciso di intervistarlo. Per sottolineare quando, nel mondo, l’insegnamento possa fare la differenza e trasformare dei giovani ragazzi nei portavoce di un mondo migliore.