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14 Settembre 2021
12:00

Gli animali non sono trofei: Bristol vieta di dare in premio i pesci rossi a eventi e luna park

Un passo in più per il benessere animale. Il sindaco di Bristol ha chiesto di modificare i contratti per gli eventi sul territorio per impedire che i pesci rossi possano essere messi in palio come premi.

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Gli animali non sono trofei: Bristol vieta di dare in premio i pesci rossi a eventi e luna park
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Per anni vedere i pesci rossi offerti in premio a sagre e luna park è stata presentata e da molti vista come una cosa “normale”. Animali rinchiusi in un sacchettino di plastica pieno d’acqua consegnati a mani inesperte, con un destino nella maggior parte dei casi già segnato durante il tragitto verso casa.

Per fortuna però, il fatto che in quei sacchettini ci sia una vita che merita rispetto e dignità e non di essere trattata come un oggetto da vincere per aver tirato bene una pallina in un barattolo ha iniziato a farsi strada non soltanto tra le persone, ma anche tra i decisori politici e nelle amministrazioni.

A Bristol, ad esempio, il sindaco Marvin Rees ha espressamente richiesto che i contratti degli eventi come fiere o luna park siano rivisti e riscritti per vietare proprio che i pesci rossi siano messi in palio come premi, pratica definita dal consigliere Jonathan Hucker “crudele e antiquata”.

La decisione è nata dalla presentazione del consigliere al primo cittadino della campagna Pet as Prizes dell’ente che opera in difesa degli animali RSPCA, Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, campagna che mira proprio all’eliminazione di queste pratiche assurde e fonte di infinita sofferenza. Un’iniziativa subito accolta dall’amministrazione che ha scelto di evolvere gli eventi sul proprio territorio in termini di benessere animale.

Così, almeno a Bristol, non ci saranno più pesci sofferenti trasportati da una bancarella a una casa non attrezzata per accoglierli e garantire loro la vita che meritano.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.