Gli elefanti africani sono sull’orlo dell’estinzione, e la colpa è anche nostra

La perdita di habitat e il commercio illegale di avorio non accennano ad arrestarsi. La combinazione di questi due fattori ha portato a un drammatico declino dei numeri degli esemplari viventi e spinto l’Unione internazionale per la conservazione della natura a rivalutare (in peggio) il rischio di estinzione per la specie.
Federico Turrisi 19 Maggio 2021

Gli elefanti africani non sono tutti uguali. Fino a poco tempo fa, gli scienziati li facevano rientrare in un'unica specie, ma la prima mappatura del genoma della famiglia Elephantidae ha svelato che, in realtà, in Africa vivono due specie differenti, ovvero l’elefante di savana (Loxodonta africana) e l’elefante di foresta (Loxodonta cyclotis). Il problema però rimane lo stesso: il numero di esemplari sta diminuendo ormai da decenni e il rischio di estinzione è sempre più concreto.

In passato, l'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) aveva già inserito gli elefanti africani nella lista rossa delle specie minacciate, classificando la specie come "Vulnerabile". Lo scorso marzo ha aggiornato le sue valutazioni. E le notizie non sono affatto buone. L'elefante africano di savana è stato inserito nella categoria EN (Endangered), ovvero "in pericolo", e quello di foresta addirittura nella categoria CR (Critically Endangered), ovvero "in pericolo critico", che corrisponde al gradino immediatamente precedente all'estinzione in natura.

Secondo le stime dell'Iucn, sono circa 415 mila gli esemplari presenti attualmente nel continente africano. Cinquant'anni fa erano più del triplo. Ma quali sono i colpevoli di tale situazione? Dovresti saperlo, visto che su Ohga ne abbiamo parlato più volte. Da un lato, c'è il bracconaggio. Gli elefanti sono ricercati per le loro zanne e i cacciatori non si fanno a scrupoli a violare le aree protette e uccidere gli esemplari pur di accaparrarsi il prezioso avorio. Il secondo è la perdita di habitat, innescata dalla deforestazione e dalla pressione antropica, oltre ad essere aggravata anche dai cambiamenti climatici (pensa solo alle siccità estreme che si potranno presentare con maggiore frequenza nell'Africa sub-sahariana). Morale della favola: se non si interviene subito per invertire questa tendenza, il destino dell'elefante africano potrebbe essere segnato.