Gli insetti stanno morendo a un ritmo sempre più preoccupante: ecco perché è un problema che ci riguarda

Gli scienziati lanciano l’allarme: il tasso annuale di declino degli insetti è compreso tra l’1 e il 2%, e questo potrebbe avere conseguenze sui delicati equilibri degli ecosistemi. La colpa è da attribuire soprattutto ai cambiamenti climatici e all’inquinamento legato all’utilizzo di pesticidi nell’agricoltura intensiva.
Federico Turrisi 15 Gennaio 2021

Quante volte te lo avremo detto su Ohga, ma repetita iuvant: la natura è sotto attacco. Una delle conseguenze dell'Antropocene, l'era geologica più influenzata dall'azione dell'uomo, è infatti la perdita di biodiversità. Ma c'è un aspetto che non attira l'attenzione come dovrebbe: è il declino degli insetti. Questo mese la rivista scientifica PNAS ha addirittura dedicato un numero speciale su questo tema, pubblicando 12 studi. Il dato più preoccupante è quello relativo il tasso con cui sta diminuendo il numero degli insetti sul pianeta. Gli esperti dicono che siamo tra l'1 e il 2%.

Le cause sono note: cambiamento climatico, aumento delle aree coltivate e conseguente inquinamento legato all'uso eccessivo di diserbanti e insetticidi, introduzione di specie invasive (a discapito di quelle endemiche), sovrasfruttamento del suolo. Tuttavia, le dimensioni del fenomeno non sono del tutto chiare, e la stessa comunità scientifica non ha un'opinione univoca a riguardo.

Il principale nodo da affrontare è la carenza di dati. Sono troppo poche le informazioni a disposizione per confrontare il forte declino degli insetti (in particolare degli impollinatori, come api e bombi) in Europa occidentale e California, cioè in aree densamente abitate e connotate da un'intensa attività antropica, con le tendenze in atto nelle regioni più selvagge e meno popolate. Per esempio, i dati che provengono dalla fascia tropicale, dove vive più della metà di tutte le specie di insetti del mondo, sono piuttosto scarse.

C'è poi da dire che non tutti gli insetti stanno attraversando una fase di crisi. Per esempio, quattro degli studi comparsi su Pnas registrano un'espansione di alcune specie di falene in Gran Bretagna. Inoltre, alcune categorie di insetti proliferano più facilmente in alcune zone del pianeta grazie all'aumento delle temperature. La questione va dunque studiata in maniera più approfondita, visto che le ripercussioni sugli equilibri naturali sono tutt'altro che irrilevanti. Se infatti diminuisce il numero di insetti, significa che gli animali che li predano dovranno far fronte alla mancanza di cibo. È una reazione a catena, perché in un ecosistema le specie, animali e vegetali, sono interconnesse tra di loro. E se gli habitat cominciano a non funzionare come si deve, le conseguenze arrivano fino all'uomo.

Fonte | "Insect decline in the Anthropocene: Death by a thousand cuts" pubblicato su Proceedings of the National Academies of Sciences of the United States of America il 12 gennaio 2021