Gli Stati Uniti voltano pagina su clima e ambiente e rientrano nell’accordo di Parigi. E’ questo il primo atto della presidenza Biden

Ieri Joe Biden ha giurato come 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America e ha già firmato i primi 15 ordini esecutivi. Tra questi c’è l’avvio della procedura per rientrare nell’Accordo di Parigi. Dopo la parentesi Trump, per gli Usa e per il mondo potrebbe iniziare una nuova era nella lotta contro il cambiamento climatico.
Federico Turrisi 21 Gennaio 2021

Ieri è stata una giornata storica per vari motivi, non solo per il giuramento di Joe Biden come 46esimo presidente degli Stati Uniti d'America e della sua vice Kamala Harris. Con il loro insediamento alla Casa Bianca, si volta pagina anche su clima e ambiente, e questo può essere determinante per le sorti dell'intero pianeta. Ti spieghiamo il perché.

Nella giornata di ieri, nello Studio Ovale Biden ha già firmato in qualità di presidente i primi provvedimenti della sua amministrazione: si tratta di una quindicina tra ordini esecutivi e azioni, che vanno dalla revoca del Travel ban nei confronti di alcuni Paesi a maggioranza musulmana all’obbligo di indossare la mascherina all’interno degli edifici federali, passando dalla fine alla dichiarazione di emergenza, utilizzata da Trump per trovare i fondi con i quali costruire il muro al confine con il Messico.

A noi però interessa ricordarne soprattutto uno: il rientro degli Stati Uniti nell'Accordo di Parigi. Lo aveva promesso in campagna elettorale e il giorno in cui si è conosciuto l'esito delle elezioni presidenziali dello scorso novembre, e così è stato. Biden ha dunque firmato l'ordine che darà inizio alla procedura per riportare gli Stati Uniti all'interno di questo accordo internazionale cruciale. Cruciale perché, come ben sai, unisce la maggior parte dei Paesi del mondo nell'impegno a ridurre le emissioni di gas serra e contenere il riscaldamento globale sotto i due gradi (meglio ancora sotto 1,5 gradi) rispetto all'epoca pre-industriale.

La decisione di Biden dà inizio a una nuova era per la diplomazia climatica globale, con gli Stati Uniti chiamati a raddrizzare la rotta dopo i danni provocati da Donald Trump, grande sostenitore del settore delle fonti fossili. A questo proposito, tra l'altro, il neo-presidente americano ha già firmato anche il provvedimento per revocare i permessi federali al Keystone XL, il sistema di oledotti tra il Canada e gli Stati Uniti, il cui completamento era stato bloccato da Obama ma poi riavviato proprio da Trump.

Tra i primi leader politici a congratularsi per la scelta di Biden è stato Emmanuel Macron. "Welcome back, bentornato nell'accordo di Parigi sul clima", ha twittato il presidente francese, inviando i suoi auguri al collega americano. "Saremo più forti di fronte alle sfide dei nostri tempi. Più forti per costruire il nostro futuro. Più forti per proteggere il nostro pianeta".

Esultano anche le associazioni ambientaliste. Tra queste Greenpeace, che ribadisce però come questa mossa debba essere soltanto un inizio, e non un traguardo per l'amministrazione Biden-Harris. "Siamo felici che l’annuncio arrivi al primo giorno in carica", ha commentato Janet Redman, direttrice delle campagne per il clima di Greenpeace USA. "Visto che tutto il mondo si appresta a raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, gli Stati Uniti hanno la responsabilità di andare oltre e di arrivarci molto più velocemente".

La strada è lunga, e spetta ora al presidente Biden mantenere fede alle promesse fatte sull'impegno ad affrontare l'emergenza climatica in maniera efficace. Dare il via alla transizione ecologica degli Stati Uniti richiede ingenti investimenti e una strategia di ampio respiro. Richiede, in altre parole, un Green New Deal ambizioso. Gli occhi del mondo sono puntati su Washington.