Global Strike for Future: ecco i motivi per i quali oggi dovresti aderire alla marcia per il clima

Più di 60 Paesi al mondo. Quasi 600 manifestazioni organizzate per partecipare alla Marcia globale per il clima che si terrà oggi, 15 marzo 2019. Non c’è un piano B. Se vogliamo fare qualcosa per salvare il Pianeta dal riscaldamento globale, dobbiamo fare qualcosa. Adesso.
Gaia Cortese 15 marzo 2019

Una giovane attivista svedese, Greta Thunberg, ha iniziato a scioperare dalla scuola ogni venerdì davanti al Parlamento. Il motivo? Convincere i Governi a fare qualcosa contro il cambiamento climatico. Nel giro di poche settimane, il suo sciopero è stato contagioso e ha conquistato un Paese dietro l'altro. Non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Oggi, 15 marzo 2019, è stata così indetta la marcia globale per il clima. Ecco i motivi per cui tutti, anche tu, dovremmo scioperare.

La situazione attuale

Ti sarai accorto che da qualche tempo a questa parte le estati sono sempre più afose e torride, mentre gli inverni sembrano più miti. Secondo l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, che fa parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), nel 2018 il clima italiano si è surriscaldato come mai prima negli ultimi 200 anni, superando il precedente record del 2015. Non solo. Secondo l’Istituto tra i 30 anni più caldi dal 1800 a oggi, 25 si contano dopo il 1990. All’interno del suo ultimo rapporto. "Gli indicatori del clima in Italia" anche l’ISPRA (Istituto nazionale per la protezione e la ricerca ambientale), aveva già segnalato l’anomalia della temperatura media nel 2017 di +1,30°C in Italia e di +1,20°C a livello globale, rispetto al valore di riferimento 1961-1990.

E infine, per i più scettici, anche la NASA ha confermato che dopo il 2016, 2017 e il 2015, il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1880; vale a dire che gli ultimi 5 anni sono stati gli anni più caldi in assoluto. Se continuiamo a questo ritmo, e se la temperatura media globale dovesse superare +1,5°C, inizierebbero a manifestarsi alcuni meccanismi irreversibili, come ad esempio lo scioglimento del permafrost (il terreno tipico delle regioni dell'estremo Nordeuropa dove il suolo è perennemente ghiacciato), provocando un ulteriore (ma improvviso) aumento della temperatura. A quel punto la situazione sarebbe fuori controllo e nessun intervento umano sarebbe più possibile. Per evitare questo rischio concreto, dobbiamo dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030 e azzerarle al 2050.

Secondo l’ultimo rapporto dell’IPCC (Integrated Pollution Prevention and Control), la necessità di contenere il riscaldamento globale entro +1,5°C è ormai un’urgenza assoluta. Per farlo, lo abbiamo detto, come prima cosa, occorre dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030. Se ci pensi bene, abbiamo solo 12 anni a disposizione per salvare le sorti del Pianeta e di conseguenza anche quelle dell’uomo. Serve più che mai una rivoluzione culturale e sociale, ma anche politica ed economica. Per questo, lo scopo del movimento Fridays For Future, diffusosi in tutto il mondo in poche settimane, e della marcia globale per il clima di questa giornata, è quello di svegliare i Governi dalla loro inerzia di fronte a questa emergenza.

Cosa fa l’Europa

L’Unione Europea ha formulato il Pacchetto Energia Pulita, con lo scopo di ridurre i gas serra entro il 2030. A tutti gli Stati membri è stato chiesto di presentare un Piano Nazionale su clima ed energia che preveda una serie di azioni per raggiungere tale obiettivo, che secondo la stessa Commissione Europea saranno in grado di ridurre le emissioni solo dell’80% entro il 2050. Il rapporto IPCC emesso ad ottobre 2018, evidenzia invece quanto sia indispensabile raggiungere il 100% di riduzione, ossia zero emissioni nette entro il 2050 a livello globale. Questo ti fa capire quanto ancora il problema del riscaldamento globale non sia considerato con la necessaria urgenza.

Cosa fa l’Italia

Lo scorso 8 gennaio il nostro Governo ha inviato a Bruxelles la Proposta di Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), su cui la Commissione europea esprimerà una valutazione di coerenza con l'obiettivo europeo vincolante di riduzione dei gas serra e con gli altri obiettivi al 2030, in attuazione dell'Accordo di Parigi per il clima.

La proposta del PNIEC sembra indicare come obiettivo strategico l’impiego di gas metano, facendo diventare l’Italia un hub del gas, sempre un idrocarburo di origine fossile, per sostituire l’energia prodotta dalle centrali a carbone che andranno chiuse entro il 2025, ma di contro c’è una crescita troppo contenuta per le rinnovabili elettriche.

I sostenitori del Fridays For Future

Tra i primi sostenitori del Fridays For Future il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli ha invitato tutti a partecipare agli scioperi per i cambiamenti climatici diffondendo un video. Non solo. Il climatologo oggi parteciperà personalmente alla marcia globale organizzata a Torino.

Anche diverse associazioni ambientaliste hanno voluto manifestare il proprio sostegno al movimento del Climate Strike. Così ha fatto, per esempio, Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia: “Ai ragazzi che scenderanno in piazza il prossimo 15 marzo per prendere in mano il proprio destino e chiedere risposte alle istituzioni riguardo gli obiettivi sul clima stabiliti dall’accordo di Parigi auguriamo di fare strike, ad ogni loro iniziativa andrà sempre il massimo supporto del WWF Italia. Noi siamo con loro e con la loro voglia di contare per svegliare i governi che continuano a comportarsi come se i cambiamenti climatici non fossero una emergenza da affrontare oggi".

Greenpeace Italia invita studenti e cittadini di ogni età a mobilitarsi per lo Sciopero Globale di oggi, e tante sezioni locali, hanno già preso parte agli scioperi del venerdì nelle piazze cittadine.