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30 Agosto 2019
15:00

Golfo Aranci: altro che castelli di sabbia, 5 ragazzini ripuliscono i fondali dalla plastica

Sono dei piccoli eroi dell'ambiente i ragazzini che hanno riservato una parte della loro vacanza in Sardegna per recuperare i rifiuti abbandonati sul fondale. In un paio di giorni hanno riportato a galla circa un quintale di materiale tra bottiglie, barattoli, tubi e altro ancora.

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Golfo Aranci: altro che castelli di sabbia, 5 ragazzini ripuliscono i fondali dalla plastica
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Vacanze al mare significa prima di tutto relax, non trovi? Per 5 ragazzini invece significa anche impegnarsi per l'ambiente, e per questo meritano tutta la nostra ammirazione. Hanno tra gli 11 e i 15 anni, vengono dal Piemonte e dalla Campania, e a loro non andava proprio giù l'idea di fare il bagno in mezzo ai rifiuti. Giorgia, Flavia, Eva, Nicola e Nicolò si sono allora armati di maschera e pinne e hanno deciso di spendere parte della propria vacanza in Sardegna raccogliendo gli oggetti che sono rimasti abbandonati sul fondale del mare cristallino di Golfo Aranci. Una vera e propria caccia al rifiuto.

Bottiglie di plastica e di vetro, barattoli, tubi, cime di imbarcazioni. Hanno trovato di tutto. In un paio di giorni il bottino riportato a galla dal fondale parla di circa un quintale di rifiuti. I rifiuti sono stati di volta in volta portati a riva con una tavola da surf e buttati negli appositi contenitori. Sotto gli occhi stupiti, ma anche pieni di approvazione, dei bagnanti del lungomare di Golfo Aranci. Una delle prime a notare il gruppo di ragazzini è stata la videomaker romana Chiara Cetorelli, in vacanza anche lei a Golfo Aranci, che li ha ripresi durante le operazioni di pulizia del fondale. Un gesto davvero encomiabile: non si sbaglia chi dice che il cambiamento in favore dell'ambiente parte proprio dai più giovani.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.